Alfieri della Repubblica, tra i giovani di Mattarella, due calabresi
I nuovi Alfieri della Repubblica di Mattarella e quella solidarietà “contagiosa” che smonta i cliché sulla Generazione Z, tra loro i giovani calabresi Rocco Commisso di Roccella Ionica e Aurora di Vanna di Santa Domenica di Talao
Ogni anno, nel silenzio rispettoso del Quirinale, si accende una luce diversa, quella dei giovani e giovanissimi che hanno scelto l’altruismo come bussola. Abbiamo un’immagine in bianco e nero, un po’ polverosa, che ci ostiniamo a proiettare sui ragazzi di oggi, quella di una generazione ripiegata sugli schermi, anestetizzata dai social, distante anni luce dal bene comune. Poi, puntuale come ogni anno, arriva il Quirinale a ribaltare il proiettore e a mostrarci un mosaico a colori che racconta tutta un’altra storia.
Il Presidente Sergio Mattarella ha firmato i 28 decreti per i nuovi Alfieri della Repubblica. Non è una semplice onorificenza; è una mappa geografica e umana dell’Italia che non urla, ma fa. Il tema scelto per l’anno 2025 è un binomio che ai boomer potrebbe sembrare come un ossimoro: “Sperimentare e comunicare la solidarietà”.
ALFIERI DELLA REPUBBLICA, OLTRE IL LUOGO COMUNE
Per questi adolescenti, la solidarietà non è una riga sul curriculum o un contenuto da “acchiappa-like”, ma un modo autentico di stare al mondo. C’è chi ha sostenuto un compagno di banco nel buio di una malattia, chi ha pulito fiumi, chi ha trasformato la propria disabilità in un megafono per i diritti di tutti.
Non chiamateli “eroi”, termine che loro stessi detestano, preferendo la normalità dell’impegno. Sono, semmai, interpreti di una prossimità. In un’epoca di frammentazione, questi ragazzi hanno capito prima degli adulti che sentirsi parte di una comunità è l’unico antidoto alla solitudine di massa.
«La solidarietà per loro è un’immagine a colori. Non è solo un valore astratto, ma una pratica che trasforma la fragilità in un punto di forza».
DALL’IO AL NOI
Ma la novità di quest’anno risiede soprattutto nel riconoscimento che il bene non è mai un’isola. Accanto ai singoli, Mattarella ha voluto premiare la collettività. Quattro targhe d’onore sono state assegnate a intere classi: gruppi di studenti che hanno abbattuto barriere, creato contesti accessibili e lottato contro ogni discriminazione.
Il Quirinale, con la sua consueta sobrietà, ci dice che il futuro è già qui, ed è molto meglio di come lo descriviamo. Forse, invece di spiegare ai giovani come si sta al mondo, faremmo bene a sederci in quegli stessi banchi e imparare da loro l’alfabeto della cura.
ALFIERI DELLA REPUBBLICA, I DUE GIOVANI CALABRESI
Tra i 28 Alfieri scelti da Sergio Mattarella spiccano due ragazzi calabresi.
Di seguito i loro nomi e la motivazione dell’onoreficenza concessa.
Rocco Antonio COMMISSO, 22 aprile 2014, residente a Roccella Jonica (RC) – Per la sensibilità dimostrata nel trarre in salvo un esemplare di tartaruga Caretta caretta, ferita e intrappolata in residui di plastica. Il suo gesto è divenuto una leva per la promozione di iniziative di educazione ambientale. Durante un’escursione in mare con il padre, Rocco ha soccorso una tartaruga Caretta caretta ferita da alcuni residui di reti e palangari da pesca. Affidata alle cure di un’associazione di volontari, la tartaruga è stata curata e successivamente liberata in mare. Dopo questo episodio, la scuola frequentata da Rocco ha adottato una tartaruga marina di peluche come mascotte, simbolo delle attività educative dedicate alla tutela dell’ambiente e alla cultura del rispetto del mare.
Aurora DI VANNA, 25 gennaio 2008, residente a Santa Domenica Talao (CS) – Per la forza delle sue parole, attraverso le quali è riuscita a dare voce alle ingiustizie e a trasformare un’esperienza personale in una responsabilità sociale. Aurora è una ragazza cresciuta con grande attenzione al mondo che la circonda, riuscendo a conciliare la cura per i genitori malati con l’impegno scolastico e la passione per la scrittura. La determinazione con cui ha scritto il libro “Dietro un sorriso”, ispirato alla storia di un’amica della madre e volto a sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne, la rende un esempio concreto di impegno sociale.
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