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Accuse di stupro e molestie contro il candidato governatore dem Eric Swalwell

Una vicenda complessa e delicata scuote la politica americana e, in particolare, la corsa alla guida dello stato della California. Il deputato democratico Eric Swalwell, tra i nomi più noti del partito e candidato alla carica di governatore, è finito al centro di accuse gravi avanzate da quattro donne. Le denunce, riportate dalla CNN, parlano di presunti episodi di violenza sessuale e comportamenti inappropriati, in un quadro che dovrà essere chiarito nelle sedi opportune. Swalwell respinge con decisione ogni accusa, definendola infondata e motivata politicamente.

Le accuse dell’ex collaboratrice

Il racconto più pesante arriva da una ex collaboratrice del deputato, che sostiene di aver subito una violenza sessuale nel 2024, dopo aver già lasciato il lavoro nel suo staff. Secondo la sua versione, quella sera si trovava in in evidente stato di ubriachezza quando si sarebbe verificato l’episodio. La donna descrive momenti confusi, ricordi frammentati e una perdita di controllo sulla situazione. “Lo spingevo via e dicevo no”, ha raccontato, aggiungendo che lui non si sarebbe fermato. Non si tratterebbe, secondo il suo racconto, di un episodio isolato. Già nel 2019, quando lavorava ancora per il deputato, la giovane avrebbe vissuto una situazione simile, dopo una serata in cui aveva bevuto molto, si sarebbe risvegliata nuda in una stanza d’albergo con lui, senza ricordare cosa fosse accaduto ma con la percezione che ci fosse stato un contatto sessuale.

Il rapporto professionale diventato personale

La donna racconta di aver iniziato a lavorare per Swalwell quando era molto giovane, attratta dal suo profilo politico emergente. Con il tempo il rapporto professionale si sarebbe trasformato in qualcosa di più ambiguo. Secondo la sua ricostruzione, il deputato avrebbe iniziato a scriverle su piattaforme come Snapchat, dove i messaggi scompaiono automaticamente, inviando contenuti sempre più personali e, in alcuni casi, espliciti. La giovane descrive una doppia dimensione, da un lato il politico e datore di lavoro, dall’altro una figura privata molto diversa. “Sembravano due persone completamente differenti”, ha spiegato. Nel tempo, questo rapporto avrebbe generato confusione, anche per via della posizione di potere ricoperta da Swalwell.

Il racconto della violenza

Il momento più grave, secondo l’accusa, si sarebbe verificato durante un incontro a New York nel 2024. Dopo una serata trascorsa tra eventi e locali, la donna racconta di aver bevuto molto e di avere ricordi solo parziali. Dice di ricordare “flash” della notte, tra cui momenti in cui cercava di allontanarlo. Il mattino seguente si sarebbe svegliata nella stanza d’albergo, sola, in stato di forte confusione. Racconta di aver riportato segni fisici, tra cui lividi e sanguinamenti. Nei giorni successivi avrebbe confidato quanto accaduto a persone a lei vicine e si sarebbe sottoposta a controlli medici. Nonostante questo, per lungo tempo non avrebbe denunciato formalmente i fatti, anche per il timore legato alla posizione pubblica e al potere del deputato. “Ho vissuto nella paura ogni giorno”, ha raccontato.

Le altre testimonianze

Accanto al racconto dell’ex collaboratrice, altre tre donne descrivono episodi differenti ma con elementi in comune. Una giovane che aveva conosciuto Swalwell online racconta di aver iniziato a sentirsi con lui per motivi politici. Dopo alcuni scambi, si sarebbero incontrati di persona. La serata, secondo il suo racconto, avrebbe preso una piega diversa, contatti fisici non desiderati, alcol e una perdita di lucidità che l’avrebbe portata nella stanza d’albergo del deputato senza ricordare chiaramente come. Nei giorni successivi, dice di aver provato disagio e vergogna. “Tutto quello che hai fatto è stato farmi del male”, gli avrebbe scritto in un messaggio. Altre due donne, tra cui la creator Ally Sammarco, parlano invece di messaggi insistenti e contenuti espliciti ricevuti senza averli richiesti. Secondo le loro testimonianze, il deputato avrebbe inviato foto intime e proposte a sfondo sessuale, spesso dopo aver instaurato un rapporto di fiducia legato alla politica o al lavoro. Alcune di loro spiegano di aver inizialmente risposto ai messaggi anche per l’influenza esercitata dal ruolo di Swalwell.

Un modello che si ripete

Le donne descrivono un comportamento che, secondo loro, seguiva uno schema simile, un primo approccio cordiale e professionale, seguito da un crescente livello di confidenza e infine da messaggi o avances di natura sessuale. In alcuni casi, questi scambi sarebbero poi sfociati in incontri reali, spesso accompagnati da consumo di alcol e situazioni percepite come fuori controllo. Molte delle testimoni sottolineano di essersi sentite in difficoltà anche per il peso del ruolo pubblico del deputato, che avrebbe reso più complicato opporsi o denunciare subito.

La difesa di Swalwell

Il deputato ha respinto in modo netto tutte le accuse. In una dichiarazione ha parlato di ricostruzioni false e di un attacco legato al momento politico. “Queste accuse sono false”, ha spiegato, sottolineando la propria lunga carriera al servizio pubblico e affermando di aver sempre difeso i diritti delle donne. Ha inoltre annunciato l’intenzione di difendersi nelle sedi legali e, se necessario, di intraprendere azioni giudiziarie contro chi diffonde quelle che definisce falsità. I suoi legali hanno inviato lettere formali ad alcune delle donne coinvolte, chiedendo di ritrattare le accuse e contestando la veridicità dei loro racconti.

Gli elementi raccolti

Secondo quanto riportato, alcune parti delle testimonianze sono state supportate da elementi esterni, come messaggi, racconti fatti a familiari e amici nei giorni successivi agli episodi, e documentazione medica. Allo stesso tempo, altre persone che hanno lavorato con Swalwell hanno dichiarato di non aver mai assistito a comportamenti inappropriati, descrivendolo come un datore di lavoro corretto. Il quadro che emerge è quindi articolato e ancora in fase di definizione.

Un caso che pesa sulla corsa alla California

Le accuse arrivano in un momento cruciale per la carriera politica di Swalwell, impegnato nella corsa per diventare governatore della California. Negli ultimi mesi, voci e segnalazioni avevano già iniziato a circolare sui social, contribuendo a portare alla luce le testimonianze di più donne che, fino a quel momento, pensavano di essere le uniche ad aver vissuto certe esperienze. Ora la vicenda è destinata ad avere un impatto non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e mediatico.

“Non voglio distruggerlo, voglio dire la verità”

Tra le parole che emergono dai racconti, c’è anche il senso di conflitto vissuto da chi ha deciso di parlare. “Non sto parlando per distruggere Eric Swalwell”, ha detto una delle accusatrici.

“L’unica persona che può distruggere Eric Swalwell è Eric Swalwell”. Una frase che riassume il clima di questa vicenda, accuse gravi, difese altrettanto ferme e una verità che sarà compito delle indagini e, eventualmente, della giustizia accertare.


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