Detenuto tira monitor alla vice direttrice del carcere. Agente ferito: tre costole fratturate

Dopo la guerriglia di Pasqua nel carcere di Perugia, due episodi violenti si sono registrati nell’arco di 24 ore all’interno del casa di reclusione di Spoleto. Qui un detenuto avrebbe lanciato un monitor contro la vicedirettrice dell’istituto, mentre un agente sarebbe rimasto ferito, riportando 25 giorni di prognosi, per separare due detenuti venuti alle mani. La denuncia arriva sempre da Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria), che ha diffidato il Provveditorato dell’Umbria e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria «a proseguire con l’invio di soggetti problematici a Spoleto», chiedendo contestualmente «l’immediato sfollamento dei detenuti responsabili delle aggressioni» e «l’incremento straordinario di risorse e protocolli operativi per garantire nel carcere di Spoleto standard minimi di sicurezza», in assenza dei quali il Sappe si «riserva di intraprendere ogni forma di protesta consentita, a tutela della salute e della dignità dei lavoratori della polizia penitenziaria».
I due episodi critici denunciati da Bonino si sono verificati il 9 e il 10 aprile, quando due distinti reclusi del circuito di media sicurezza si sono resi protagonisti di nuove violenze. In particolare, stando alla ricostruzione del Sappe, nel primo caso a rischiare è stata la vicedirettrice del carcere di Spoleto, contro cui un detenuto avrebbe lanciato il monitor del computer «durante un colloquio», perché «non soddisfatto dalle risposte ricevute». Lo schermo del pc non ha colpito la dirigente, dice Bonino, «soltanto per l’intervento di un’ispettrice della polizia penitenziaria, che ha deviato il monitor, ferendosi a una mano»: per l’agente le lesioni sono risultate fortunatamente lievi, venendo giudicate guaribili in tre giorni.
Molto peggio, meno di 24 ore dopo, è andata all’assistente capo della polizia penitenziaria che è intervenuto per fermare un altro detenuto, «peraltro – dice Bonino – assegnato da altro istituto a Spoleto dal Provveditorato dell’Umbria». Il recluso, questa la ricostruzione fornita dal Sappe, stava aggredendo un altro detenuto e il poliziotto intervenuto per separarli è stato colpito, cadendo a terra malamente. Per lui «è stato necessario il trasferimento al Pronto soccorso di Spoleto, dove ha riportato una prognosi iniziale di 25 giorni per la frattura di tre costole», denuncia sempre Bonino.
Per il segretario regionale del Sappe il doppio evento critico «non è casuale, ma rappresenta il risultato di una gestione sorda». In particolare, Bonino contesta «assegnazioni incongrue al carcere di Spoleto», dove «negli ultimi mesi sono stati inviati decine di detenuti tra i più facinorosi del circuito nazionale, inclusi numerosi soggetti con patologie psichiatriche». A pesare come sempre «la cronica carenza di personale di polizia penitenziaria e il sovraffollamento del circuito di media sicurezza» che, secondo Bonino, «rendono la struttura di Spoleto “un girone dantesco”». Infine, viene anche contestata «l’inerzia disciplinare», col segretario regionale del Sappe che definisce «inaccettabile che il detenuto responsabile responsabile del tentativo di ferimento della vicedirettrici si trovi ancora all’interno dell’istituto: il Provveditorato dell’Umbria ha infatti già risposto negativamente alla richiesta di allontanamento, lasciando il personale esposto a nuovi rischi».
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