Moncaro, a Montecarotto è partita l’asta per la coop. Terreni e casolari: ecco tutti gli asset
MONTECAROTTO Fine dell’attesa: dalle 19 di ieri, la cooperativa Terre Cortesi –Moncaro è ufficialmente all’asta. Il bando per la vendita telematica è stato caricato sul portale Gobid.it. La scadenza delle offerte è fissata alle ore 12 di martedì 26 maggio. L’obiettivo è liquidare l’attivo, trasformare in cassa tutto ciò che è vendibile e distribuire le risorse ai creditori, nel rispetto delle cause legittime di prelazione. Anche perché l’istruttoria ministeriale ha cristallizzato un passivo di 76 milioni, frutto di una gestione che ha portato il Mimit a togliere il comando al Cda di Donatella Manetti.
I numeri
Su quei 76 milioni, di fatto solo 31 sono stati ammessi al passivo e restano fuori banche e società finanziarie che hanno fatto ricorsi. All’asta, c’è l’intero perimetro della più grande cooperativa vitivinicola delle Marche. Complessivamente, i beni sono stati stimati poco più di 13 milioni di euro ma all’asta è possibile acquisire tutti i lotti singolarmente. Quindi, ci sono tutti gli asset della cooperativa: le strutture produttive delle cantine di Montecarotto, Camerano e Acquaviva Picena; gli ettari di vigneto, i terreni agricoli, casolari e fabbricati rurali.
Nella perizia, c’è anche una valutazione specifica del portafoglio marchi: 52 etichette complessive, di cui 9 registrate solo in Italia, 2 protette in Giappone, una in Cina, una negli Stati Uniti, mentre tutte le altre risultano valide in tutta l’Unione europea e nel Regno Unito. Un patrimonio immateriale che, per chi ragiona in chiave di posizionamento internazionale, pesa quanto gli asset fisici. Intanto, la valutazione sta già circolando ben oltre i confini regionali.
Nonostante la crisi che l’ha portata alla liquidazione coatta, Moncaro resta una grande realtà per storia (costituita nel 1964), per dimensioni (seconda cantina delle Marche, 63 esima in Italia) e potenziale (35,5 milioni, il fatturato 2022 di cui il 26,8% export, 50 mila quintali di uve raccolte nel 2025 e accordi commerciali in essere in Italia e all’estero).
Secondo indiscrezioni, in corsa ci saranno gruppi di viticoltori interessati a lasciare al territorio il controllo diretto della filiera: tra questi viene indicata “Uve Unite”, costituita a gennaio dello scorso anno anche con questa prospettiva. Cooperativa impegnata per 6 anni a conferire a chi comprerà la cantina Moncaro ad un prezzo equo. Altre voci continuano a riferirsi ad una cooperativa siciliana, già presente in numerose aree d’Italia, che vedrebbe nelle Marche un tassello strategico per l’espansione del gruppo.




