Friuli Venezia Giulia

Pellegrino (AVS) sui giovani

10 aprile 2026 – ore 17:00 – “L’Osservatorio Giovani dell’istituto Toniolo è un autorevole centro di ricerca italiano, legato all’Università Cattolica, che monitora la condizione dei giovani fra i 18 e i 34 anni, producendo annualmente il Rapporto Giovani, offrendo analisi approfondite su lavoro, formazione, valori e vita quotidiana, spesso con un approccio comparativo internazionale”. Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino (Avs), a margine dell’audizione in VI Commissione dell’istituto Toniolo sulla prossima pubblicazione sulla condizione giovanile 2026 in Italia.

“Quello che è emerso – fa sapere Pellegrino – è che i giovani sono sempre più esposti al rischio di estraniarsi dal mondo reale, cercando nel benessere psico-fisico un rifugio in cui esprimere il proprio potenziale. Tuttavia, il desiderio di autonomia e formazione si scontra con l’alto costo della vita e una crescente povertà abitativa e relazionale, un vero e proprio handicap che necessita di risposte politiche concrete. In questo contesto, l’aspirazione all’espatrio per la propria realizzazione personale è un fenomeno diffuso sia tra i giovani uomini che tra le giovani donne. Le ragioni sono chiare: la ricerca di lavoro, una migliore qualità della vita e un welfare efficiente spingono verso altri Paesi come ad esempio la Germania o il Regno Unito”.

“Un altro dato che emerge con forza – prosegue l’esponente rossoverde – è il bisogno fondamentale di mattering, inteso come il senso di contare e di avere un impatto significativo sul proprio ambiente. Valorizzare i giovani, ascoltarli e garantire giustizia sociale non risponde solo a una necessità psicologica di autostima, ma rappresenta l’unico modo per renderli parte integrante di un contesto equo. Il quadro attuale risulta però preoccupante, segnato da bassa natalità, precarietà lavorativa, spesso sommersa, e da un analfabetismo emotivo che impedisce di riconoscere e gestire le emozioni proprie e altrui. Questa diffusa incapacità di definire stati d’animo complessi sfocia in impulsività, scarsa empatia e relazioni problematiche, spesso aggravate da un lessico emotivo povero”.

“È indispensabile – conclude Pellegrino – che il mondo degli adulti, in ambito scolastico così come in quello lavorativo, promuova un ascolto attivo e una partecipazione reale. Serve creare una rete che riabiliti l’errore come strumento di miglioramento e favorisca rapporti intergenerazionali atti a sviluppare pensiero critico.”

[c.s.] [a.a.]




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