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Emanuele Fiano verso l’addio al Pd, scontro sul gemellaggio con Tel Aviv: “Difficile restare nel partito”

“Difficile restare nel partito”. Emanuele Fiano annuncia di volere lasciare il Pd. La ragione? Lo scontro sul gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, con una frattura sempre più evidente tra chi chiede la sospensione del rapporto e chi, invece, teme che una simile scelta finisca per isolare proprio le forze israeliane più impegnate per la pace. Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, in un lungo post sui social ha criticato duramente la richiesta avanzata dal Pd milanese. “Il Pd di Milano chiede nuovamente di sospendere il gemellaggio di Milano con Tel Aviv. (…) È veramente difficile se non impossibile rimanere in un partito così”, ha scritto, prendendo di mira la posizione sostenuta in Consiglio comunale dalla capogruppo Beatrice Uguccioni e appoggiata, tra gli altri, da Pierfrancesco Majorino e dal segretario metropolitano Capelli.

Fiano contesta nel merito la scelta, accusando il partito di adottare una visione semplificata e controproducente: “Voi interrompete il legame con tutta Tel Aviv, anche quella che lavora senza tregua per la pace e contro la guerra da sempre”, scrive, ricordando le proteste interne in Israele contro il governo guidato da Benjamin Netanyahu. Una decisione che, secondo l’ex parlamentare, rischierebbe di colpire indiscriminatamente anche quella parte della società israeliana impegnata nel dialogo. Nel suo intervento, Fiano richiama anche la tradizione della sinistra italiana, ricordando gli anni in cui si promuovevano incontri tra israeliani e palestinesi e viaggi nei territori per “capire, conoscere, studiare e farsi protagonisti del dialogo”. Un approccio che, a suo avviso, sarebbe venuto meno nel dibattito attuale, sempre più polarizzato.

A sostegno della sua posizione è intervenuto anche Piero Fassino, che ha definito “insensata” la proposta di sospendere il gemellaggio. Secondo Fassino, una simile decisione avrebbe come unico effetto quello di isolare “chi in Israele ogni giorno si batte contro la politica di Netanyahu”, penalizzando in particolare la città di Tel Aviv, amministrata da una leadership progressista e da mesi al centro dell’opposizione interna al governo. Più articolata la posizione di Pierfrancesco Maran, europarlamentare del Pd, che ha invitato Fiano a restare nel partito sottolineando il valore della sua voce. “Non è facile tenere una posizione estremamente equilibrata come la sua”, ha osservato, evidenziando la difficoltà di muoversi tra una critica alle politiche israeliane e una sinistra che, in questo contesto, “è molto aggressiva nei toni”.

In serata Fiano ha poi aggiunto: “Io non ho lasciato oggi il Partito Democratico, come alcuni organi di informazione radiotelevisiva hanno annunciato, ma ho invece dichiarato che la scelta del Partito Democratico di Milano di chiedere al Consiglio comunale la sospensione del gemellaggio con la città di Tel Aviv rappresenta, a mio avviso, una decisione profondamente sbagliata”.

L’articolo Emanuele Fiano verso l’addio al Pd, scontro sul gemellaggio con Tel Aviv: “Difficile restare nel partito” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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