Abruzzo

Stellantis in ripresa dopo anni negativi, furgoni ancora in calo ad Atessa


Torna a crescere la produzione Stellantis Italia nel primo trimestre, dopo l’anno nero registrato nel 2025. Secondo il report di Fim-Cisl, sono state prodotte 120.366 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 109.900 dello stesso periodo del 2025. Crescono le auto (+22%), trainate dai nuovi modelli.

La produzione dei veicoli commerciali, invece, segna una flessione: lo stabilimento ex Sevel di Atessa, pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 46.525 unità, pari al 39% della produzione italiana), registra un -5,8% rispetto al primo trimestre 2025. Nel 2024 erano state prodotte 49.367 unità. La flessione è riconducibile alla nuova situazione strutturale determinata dagli investimenti nel reparto di verniciatura.

“Lo stabilimento di Atessa si conferma comunque il principale polo produttivo del nostro Paese, rappresentando circa il 40% delle unità prodotte dal gruppo Stellantis in Italia – sottolinea il segretario generale Fim-Cisl, Ferdinando Uliano – Nei primi mesi dell’anno si è registrata una parziale riattivazione del terzo turno, accompagnata da un incremento della produzione giornaliera: elementi che fanno ben sperare in merito alla capacità di sviluppare maggiori volumi produttivi. Riteniamo tuttavia indispensabile che il Gruppo, nel prossimo piano industriale, oltre a prevedere l’elettrificazione della piattaforma “Gamma Large” e l’introduzione di una nuova versione a partire dal 2027, includa ulteriori investimenti per lo stabilimento”.

“In particolare – continua Uliano – è necessario rafforzare la capacità del reparto di verniciatura, al fine di riportare la capacità produttiva complessiva su livelli più elevati. Dall’inizio dell’anno, il numero medio di lavoratori coinvolti in misure di solidarietà si attesta intorno alle 350 unità. Si tratta di un dato che evidenzia una situazione ancora delicata, sulla quale è necessario mantenere alta l’attenzione. Auspichiamo che nei prossimi mesi questo numero possa progressivamente ridursi, fino ad arrivare, se possibile, al suo completo azzeramento”.

A livello generale, la ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni negativi, durante i quali le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto alle 751.384 unità del 2023, a fronte dell’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere 1 milione di veicoli, con quasi la metà della forza lavoro del Gruppo coinvolta in ammortizzatori sociali.

“È prevedibile che il livello produttivo dell’anno in corso sarà superiore a quello del 2025 – aggiunge il segretario generale Fim-Cisl – intorno a 500mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300mila unità; tuttavia, un eventuale avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi modelli sul mercato”.

Resta inoltre motivo di preoccupazione il quadro economico internazionale. “Sul piano occupazionale per il 2026, fatta eccezione per Cassino, è prevedibile una riduzione sensibile dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali – dice Uliano – e in alcune situazioni una crescita occupazionale con nuovi inserimenti. In una prima fase sicuramente in forma temporanea, che una volta stabilizzata l’esigenza, dovranno per conto nostro essere trasformati in breve tempo a tempo indeterminato”.

 


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