Abruzzo

Centro di documentazione a Colle Gallo, consegnati gli spazi alla soprintendenza


Passaggio di consegne ufficiale tra Comune di Chieti e soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per i locali destinati al Centro di documentazione “Millenni a Colle Gallo”.

Si tratta degli spazi al piano seminterrato del Palazzo municipale in piazza San Giustino, accessibili da via Chiarini e conosciuti in città come ex Grottino. Dopo i lavori di restauro promossi dal Comune, si apre ora la fase di allestimento del centro.

«Questo passaggio di chiavi, che avviene in un luogo rinato, è la migliore esemplificazione della sinergia tra Comune e soprintendenza», commenta il sindaco Diego Ferrara, sottolineando come il progetto sia nato nell’ambito della riqualificazione di piazza San Giustino. «Un lavoro che ha permesso alla città di recuperare una parte della nostra memoria».

Il centro racconterà la storia di Chieti dalle fasi italiche fino all’età moderna, valorizzando i risultati degli scavi archeologici condotti nella piazza. «In questo luogo racconteremo i millenni di storia della città», spiega la soprintendente Chiara Delpino, evidenziando la necessità di utilizzare «soluzioni espositive innovative e immersive» per rendere comprensibili i risultati scientifici degli scavi.

L’allestimento sarà infatti caratterizzato da un approccio multimediale e interattivo, con il coinvolgimento del gamification designer Fabio Viola. «Sarà uno spazio ibrido, in cui convivranno sistemi analogici e digitali», spiega, con l’obiettivo di rendere il visitatore protagonista attivo dell’esperienza.

Il progetto rientra negli interventi finanziati con fondi del Pnrr per la valorizzazione degli ipogei cittadini. «Questo spazio riqualificato è parte di un programma più ampio che riguarda diversi siti della città», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Stefano Rispoli.

Soddisfazione anche da parte del vicesindaco e assessore alla cultura Paolo De Cesare: «L’obiettivo è ampliare l’offerta culturale e restituire alla città luoghi dimenticati, inserendoli in un sistema integrato».


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