Appalti ‘spezzatino’ per i lavori al tribunale di Genova: chiesto il rinvio a giudizio per 4 imputati

Genova. I lavori di adeguamento alle norme anti Covid delle aule del Tribunale di Genova con l’installazione di nuovi condizionatori furono gestiti tramite appalti ‘spezzatino’ sottosoglia e false attestazioni in atti pubblici. E’ questa la tesi della pm Patrizia Petruzziello che, con il procuratore aggiunto Federico Manotti, ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro persone, tra funzionari pubblici e imprenditori.
A finire nei guai l’ex provveditore alle opere pubbliche Roberto Ferrazza e l’impiegato Alberto De Vivo. Secondo l’accusa avrebbero favorito i due imprenditori amici Luca Ballocchi e Corrado Canale. I quattro sono accusati di truffa ai danni dello Stato e falso.
Ad essere indagato era stato anche l’ex dirigente tecnico Alessandro Pentimalli, nel frattempo deceduto, Nel mirino della procura sono finiti: un affidamento diretto all’impresa di Ballocchi da 34 mila euro, “senza eseguire la verifica dei requisiti per lavori di assistenza alle verifiche connesse alla capacità di aerazione delle aule”, un affidamento sempre a Ballocchi in somma urgenza “mediante redazione di falsi verbali” di lavori per oltre 78 mila euro per gli impianti di aerazione dell’aula magna e le aule del terzo e quarto piano di palazzo di giustizia; e poi un affidamento di lavori per oltre 149 mila euro, sempre con redazione di falsi verbali, all’impresa di Canale per gli impianti di riscaldamento e raffreddamento.
L’inchiesta sugli appalti a palazzo di Giustizia è una costola di un’indagine più ampia tuttora in corso, con decine d’indagati, che ipotizza un giro di appalti sospetti che hanno interessato anche un dirigente e un funzionario della Questura, oltre ad altri imprenditori. L’udienza preliminare nei confronti dei quattro imputati (difesi da Fabio Viglione, Ennio Pischedda , Francesca Pastore e Angelo Paone) è stata fissata il 17 giugno davanti alla gip Elisa Scorza.




