Ponti e impalcati, Rixi: “Il Comune faccia un esposto in Procura per le mancate manutenzioni”

Genova. “Secondo me bisognerebbe fare un esposto in Procura contro il Comune di Genova che negli anni non ha mantenuto i ponti e gli impalcati di sua proprietà”. È il commento al vetriol0 di Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture, quando gli si chiede una risposta sulla messa in sicurezza dei manufatti stradali in città, operazione che richiederà circa 1,8 miliardi di euro secondo le ultime stime di Tursi.
Il tema è stato rispolverato a margine del convegno organizzato dalla Filca Cisl a Palazzo San Giorgio con l’appello a muoversi anche sulle grandi opere infrastrutturali se si vuole scongiurare una nuova crisi del settore edile. Ponti, viadotti e impalcati da mettere a norma potrebbero essere una delle più urgenti (e onerose) nei prossimi anni a Genova. “Il rischio è assumere ordinanze che limitano la portata o addirittura la percorribilità”, ricordava il vicesindaco Alessandro Terrile pochi minuti prima.
Una previsione “mostruosa”, l’aveva definita l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante sollecitando finanziamenti da Roma: “Il problema è che il ministero ha dato le linee guida, ma non ha mai definito le risorse economiche. Se fossimo un Comune con qualche decina di ponti, in qualche maniera ci potremmo arrangiare. Ma con 650 strutture noi siamo già intorno ai 20 milioni di euro senza aver toccato neanche un pezzo di intonaco, e questo è già abbondantemente fuori dalla capacità del bilancio comunale“.
La risposta di Rixi, che probabilmente allude alle recenti iniziative giudiziarie della giunta Salis su Carlo Felice e “addizionale imbarchi“, non lascia presagire grandi aperture da parte del Mit: “Ci sono almeno trent’anni di mancate manutenzioni, quindi mi sembra che questo colpisca tutte le amministrazioni, salvo il fatto che, devo dire, l’amministrazione di centrodestra dopo il 2018 ha iniziato a rifare gli impalcati“. Il viceministro cita ad esempio il ponte del Lagaccio e le nuove rampe nella zona dell’aeroporto. “Io sono d’accordo di trovare le risorse per tutti, però chi non ha peccato scagli la prima pietra. Iniziamo a fare meno politica e più opere pubbliche“.
Per ora il Comune può contare su 9 milioni per le ispezioni – che dovranno concludersi entro il 30 giugno 2026 – e altri 10 milioni per fare i monitoraggi con partenza immediata. Il tasso di opere con criticità è intorno al 30%. Sullo sfondo anche la polemica tra Comune e Regione per l’uso delle risorse avanzate dall’accordo con Autostrade per gli indennizzi del ponte Morandi. Ad oggi Tursi ha inviato a Regione e Autorità portuale l’elenco delle infrastrutture più urgenti su cui avviare i primi interventi, con particolare attenzione all’asse tra porto e Valpolcevera e a quello di corso Europa, dove si rischiano limitazioni al traffico. Per la prima fase servono circa 120 milioni di euro che ad oggi mancano nelle casse del Comune.




