Marche

«Perché Silvetti è contro di noi? Una coalizione non è dittatura»

Carlo Ciccioli, eurodeputato e coordinatore provinciale per Ancona di Fratelli d’Italia: una nota stampa di FdI richiama all’unità. Ma quindi qual è la vostra posizione definitiva sul molo Clementino: il suo sì o il no di Silvetti?

«Non riesco a capire perché Silvetti ha preso questa posizione di rottura. Non lo comprendo, forse in futuro lo farò».

 In che senso parla di rottura? Per le diverse posizioni sul molo? Erano note da tempo.

«No, di questa rottura così tranchant. Contro tutti, contro Fratelli d’Italia. Non ha senso, uno che fa il sindaco dovrebbe fare armonia, non polemiche».

Ma in realtà la posizione del sindaco è sempre stata molto chiara, non trova?

«Forse doveva tenerla, non so perché l’ha fatto».

Torniamo a Fratelli d’Italia, allora. Lei aveva annunciato un rendez-vous interno per domani sul tema che aveva scosso la maggioranza. Con il richiamo all’unità di ieri, si farà comunque?

«Certo che si farà».

Chi ci verrà, però?

«Ci verrà chi di deve venire, chi deve esserci».

E di che parlerete, scusi? Per quanto sibillina, la nota dice che vi siete sempre attenuti ai programmi di governo e in quello di Silvetti c’è il no al molo Clementino. E il partito, di nuovo, richiama alla coesione.

«Ma c’è un futuro, no?».

In che senso?

«La politica non è mica statica, è dinamica. Cambia in base ai fatti che accadono. Ci sono tanti fattori».

Sta dicendo che Fratelli d’Italia potrebbe cambiare idea?

«Noi diciamo solo quello che c’è scritto nella nota, che ho buttato giù io e che condivido in pieno. Ovviamente poi anche chi ha seguito di più la questione hanno condiviso i loro contributi e ci abbiamo lavorato a più mani».

E se Silvetti chiedesse una prova di fiducia, un atto contro il molo da votare in Consiglio?

«Non servirebbe. Il Ministero ora ha 90 giorni (per esprimersi, ndr) e sarebbe improprio farlo ora. Rien ne va plus, come si dice al tavolo da gioco. Tutti gli atti andavano consegnati entro la scadenza del 4 aprile. È come in tribunale: qualsiasi posizione nuova è tardiva».

Quindi: c’è o non c’è questa rottura con il sindaco?

«No, assolutamente».

Ma la pensate diversamente, anche molto mi sembra di capire.

«Io la penso in un certo modo, noi (Fratelli d’Italia, ndr) la pensiamo più o meno allo stesso modo. In una coalizione si decide in 7. Abbiamo condiviso tutti gli atti di giunta. Adesso aspettiamo».

Avete condiviso anche gli atti con i quali Silvetti confermava la sua contrarietà al molo.

«Parliamoci chiaro, quello che dice la giunta o qualsiasi altro attore conta poco».

Perché?

«Perché decide il Ministero, con una commissione tecnica che è molto seria e indipendente, non politica».

E allora che senso ha avuto aprire questo dibattito ad Ancona, agitando la maggioranza?

«Non lo so, è il sindaco che ha fatto una dichiarazione. Non è stata Fratelli d’Italia a farla. Ovviamente se la briglia è sciolta, ognuno dice la sua. Ma in una coalizione non c’è la dittatura. Adesso aspettiamo che si pronunci il Ministero».

E poi si vedrà.

«Chi vivrà vederà. Le chiacchiere sono chiacchiere, i fatti sono fatti».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »