Piemonte

Cittadini influenzati da fake news

TORINO – Il risultato delle urne ha sancito la vittoria del “No”, ma per gli avvocati penalisti subalpini la battaglia è tutt’altro che conclusa. La Camera Penale del Piemonte Occidentale “Vittorio Chiusano” ha rotto il silenzio post-referendario con una nota durissima, prendendo atto della sconfitta ma rilanciando immediatamente la sfida sul tema della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

L’affondo: «Informazioni false e magistratura politica»

Nella lettera di convocazione della prossima assemblea, i penalisti torinesi analizzano il voto senza usare giri di parole. Secondo la Camera Penale, molti cittadini non avrebbero compreso il reale obiettivo della riforma perché influenzati da una narrazione distorta: «Non abbiamo avuto il timore di tacciare come false certe informazioni diffuse durante la campagna», si legge nel documento.

Ma l’attacco più frontale è rivolto direttamente alle toghe. Gli avvocati denunciano con forza il ruolo di “soggetto politico” assunto dalla magistratura, stigmatizzando le dichiarazioni dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e quelle che definiscono “inopportune manifestazioni” avvenute subito dopo lo spoglio.

Assemblea fissata il 27 aprile

Per decidere la strategia futura e analizzare nel dettaglio il voto, è stata convocata un’assemblea degli iscritti per il prossimo 27 aprile. L’obiettivo è opporsi a quella che definiscono una “vicinanza perpetua tra chi accusa e chi giudica”.

Nonostante il freno imposto dal referendum, l’avvocatura torinese rivendica la forza delle proprie idee liberali come baluardo per chi deve affrontare la macchina punitiva dello Stato. Il clima nel Distretto di Torino resta dunque incandescente: il “No” popolare ha chiuso le urne, ma ha riaperto un solco profondissimo tra le diverse anime della giustizia piemontese.

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