il nuovo comandante diviso tra Udine e Gorizia

La mancata conferma di Paolo Carestiato alla guida della polizia locale continua a far discutere e finisce al centro della Commissione consiliare “Bilancio e programmazione”, riunita a porte chiuse su richiesta dell’opposizione. Un confronto lungo, durato oltre tre ore, che si è svolto in forma riservata, come previsto dallo Statuto comunale. Nessuna comunicazione ufficiale al termine della seduta, ma da quanto trapela il sindaco ha illustrato nel dettaglio i passaggi che hanno portato alla decisione.
Le motivazioni del mancato rinnovo
Nel corso dell’incontro, il primo cittadino avrebbe chiarito che Carestiato non ha superato il periodo di prova, elemento già ribadito anche in precedenza. Sarebbero state inoltre richiamate alcune circostanze specifiche che hanno inciso sulla valutazione complessiva dell’incarico.
Il nuovo comandante “a metà” tra Udine e Gorizia
Nel frattempo, per garantire la continuità operativa del comando, è stata individuata una soluzione temporanea: alla guida della polizia locale di Udine arriva Marco Muzzatti, proveniente da Gorizia. Il dirigente, però, non sarà presente in via esclusiva nel capoluogo friulano: fino al 31 maggio opererà anche a Gorizia e, per un giorno alla settimana, continuerà a svolgere attività nel comune isontino in virtù di una convenzione tra i due enti.
Il sindacato: stato di agitazione
A rendere ancora più tesa la situazione è la presa di posizione del sindacato della polizia locale del Friuli Venezia Giulia, che ha proclamato lo stato di agitazione. Secondo il segretario regionale, si tratta di una situazione grave che affonda le radici nel tempo, con criticità mai completamente risolte. Viene inoltre evidenziato come negli ultimi anni la percentuale di neoassunti sia stata molto elevata, con possibili ricadute sull’operatività del comando. Nel mirino anche alcune scelte relative al personale, tra cui il blocco di indennità accessorie, definito come un precedente potenzialmente pericoloso per l’intero comparto. La vicenda sarebbe stata inoltre segnalata all’Autorità nazionale anticorruzione. Secondo quanto riferito, le segnalazioni sarebbero state più di una e presentate anche in forma anonima.
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