San Benedetto, in trappola nella vasca idromassaggio. Matteo, 12 anni, morto dopo 4 giorni di agonia. Ora si procede per omicidio colposo ►La famiglia dona gli organi

SAN BENEDETTO – Ha lottato per 4 interminabili giorni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Infermi di Rimini, ma alla fine, il piccolo cuore di Matteo Brandimarti, ha smesso di battere. Nella serata di ieri, i medici guidati dal primario Massimo Baiocchi, hanno dichiarato la morte cerebrale del ragazzino di 12 anni, dopo un periodo di osservazione di sei ore durante le quali, purtroppo, è stata accertata l’assenza di attività cerebrale, coscienza e riflessi. La famiglia ha deciso di donare gli organi e questa mattina è arrivata l’autorizzazione ufficiale all’espianto.
Fin da subito le sue condizioni erano apparse disperate perché era rimasto troppo a lungo sott’acqua, intrappolato per la gamba in una vasca per idromassaggio l’acqua della quale era alta appena un metro. Abbastanza, purtroppo, per tenerlo giù fino a quando ha perso i sensi per anossia, vale a dire la mancanza di ossigeno agli organi vitali.
La dinamica
Quella che doveva quindi essere una giornata di vacanza con il papà Maurizio, la mamma Nicoletta Sprecacé e gli zii partiti insieme a lui da San Benedetto in una struttura alberghiera di Pennabilli, in Romagna, a pochi passi dal confine con le Marche, si è rivelata una tragedia. I suoi parenti erano tutti lì mentre lui giocava beato con l’acqua e pochi minuti dopo non è riuscito più a riemergere. L’allarme è stato dato dalla zia, di origini asiatiche, che si è precipitata a chiedere aiuto. È stata staccata la corrente alla vasca per poter liberare il piede che era stato risucchiato. Nel frattempo è intervenuto un cliente esperto di misure salvavita che ha praticato sul corpicino di Matteo, anche se lui già non respirava più. Il cuore allora è riattivato, lasciando la flebile speranza che il miracolo potesse compiersi anche se mai il ragazzino aveva ripreso conoscenza. Subito si era levato in volo dall’ospedale riminese l’eliambulanza che in pochi minuti è arrivata a Pennabilli e ritornata nel capoluogo romagnolo. Qui, dove ieri, nonostante ogni sforzo da parte dei medici, è stato constatato in serata il decesso di Matteo. E dove nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia. La famiglia ha contattato l’avvocato Umberto Gramenzi perché ora la triste vicenda diventerà un caso giudiziario.
L’indagine
Le indagini, condotte dai carabinieri di Novafeltria, agli ordini del tenente colonnello Claudio Scarponi, sono coordinate dalla pubblico ministero Alessia Mussi. Fino a ieri si procedeva per “lesioni gravissime” ma, alla luce dei tragici sviluppi si è tramutato in “omicidio colposo” ancora nei confronti di ignoti. Si dovrà valutare infatti, se ci sono state responsabilità – e da parte di chi – riguardi la manutenzione dell’impianto. In sostanza se ci fossero tutti i sistemi di sicurezza in azione, come, ad esempio, la presenza di grate sulle bocchette della vasca dove la famiglia stava facendo il bagno. Tutte valutazioni che emergeranno dalla testimonianze raccolte.




