Sicilia

Polizia, nel 2025 denunciati 3.243 estremisti di sinistra e 905 di destra

Nel 2025 le attività della Polizia di Stato e delle Digos ha portato al deferimento all’Ag di «3.243 estremisti violenti» di sinistra, con «38 arresti» e all’emissione di «61 fogli di via obbligatori e 20 avvisi». Sul fronte dell’estremismo di destra, sono stati denunciati «905 soggetti, con 20 misure cautelari non custodiali», per reati di propaganda e istigazione a delinquere a matrice politica, razziale o religiosa.

Sono i dati del 2025 contenuti nel report per il 174esimo anniversario della Polizia. Per quanto riguarda il «terrorismo di sinistra – matrice anarchica e marxista-leninista, sono stati arrestate 13 persone, denunciate 524, e 19 sono state ad altre misure coercitive», si legge in una delle tabelle del compendio. Gli sgomberi dei centri sociali «Leoncavallo di Milano» e “Askatasuna di Torino» hanno generato proteste che hanno causato “turbative all’ordine pubblico».

Nel 2025 si sono tenute su tutto il territorio nazionale migliaia di manifestazioni per esprimere solidarietà al popolo palestinese. «La campagna in argomento ha fatto registrare in Italia risultati particolarmente importanti dal punto di vista dei movimenti estremisti della sinistra antagonista, in particolare nella sua fase più recente, quella in appoggio alla missione umanitaria internazionale della Global Sumud Flotilla», si legge nel documento. «Tale mobilitazione, che ha coinvolto anche realtà del pacifismo e dell’antimilitarismo moderato, è cresciuta d’intensità in occasione della partenza della missione e ha raggiunto l’apice di attivismo i primi giorni di ottobre quando le navi della missione sono state fermate dall’Idf (Israel Defence Forces) e gli equipaggi rimpatriati nei Paesi di origine. La stessa si è evidenziata per le seguenti caratteristiche nei 15 giorni di massima attività: circa un migliaio di cortei in tutte le province del Paese; partecipazione di oltre 1.300.000 persone nelle varie manifestazioni; appoggio massiccio e attivo anche da ambienti sociali moderati come i sindacati o i partiti politici di ispirazione pacifista; immediatezza dell’attivazione della protesta di piazza in relazione alle notizie provenienti dal fronte internazionale», spiega nel report.


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