Calabria, dopo 17 anni finisce commissariamento sanità
Dopo 17 anni la Calabria esce dal commissariamento della sanità, Occhiuto annuncia la svolta, rilancio dei Lea, concorsi pieni e il nuovo ospedale di Catanzaro.
CATANZARO – «Dopo 17 anni finalmente la Calabria non è più sottoposta al commissariamento per la sanità. Credo sia oggettivo definirlo un risultato storico». Così il presidente della Regione e ora ex commissario ad acta Roberto Occhiuto, ha aperto la conferenza stampa per annunciare la fine della gestione straordinaria che ha segnato profondamente il territorio calabrese. Un traguardo raggiunto, secondo Occhiuto, grazie a un lavoro di squadra che ha permesso di sbloccare una situazione contabile e amministrativa cristallizzata da quasi quattro lustri.
CALABRIA, COMMISSARIAMENTO SANITÀ, UN RISANAMENTO “IMPOSSIBILE”
Il percorso verso la normalizzazione è passato per una ricostruzione dei conti. «Abbiamo chiuso bilanci che sembravano impossibili da chiudere», ha rivendicato. Tuttavia, la fine del commissariamento non coincide con la fine della vigilanza: la Calabria resta sottoposta al Piano di rientro, ma con una veste diversa. «L’obiettivo è quello di uscire anche dal piano di rientro appena sarà possibile. Ora l’interlocuzione con i tecnici dei ministeri avverrà da una condizione di maggiore forza, perché non siamo più commissariati, ma siamo solo sottoposti, come altre regioni, al piano di rientro».
Il nuovo piano concordato punta su tre pilastri: rafforzamento dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) sulla prevenzione, raggiungimento del pareggio di bilancio nel triennio e l’utilizzo di risorse finora rimaste “congelate”. «Abbiamo molte risorse accantonate che finora non ci hanno fatto utilizzare», ha spiegato il presidente. «In regime di commissariamento rimanevano accantonate nella Gsa (Gestione Sanitaria Accentrata), invece potrebbero essere utilmente utilizzate per rafforzare il sistema sanitario».
LA SFIDA DEL PERSONALE: «INVERSIONE DI TENDENZA»
Uno dei temi caldi resta la carenza di camici bianchi. «Rispetto al reclutamento del personale sanitario, negli ultimi mesi c’è stata un’inversione di tendenza», ha affermato, citando i dati dei concorsi. «In molte regioni faticano a trovare infermieri e OSS; noi abbiamo fatto bandi che hanno ricevuto migliaia di domande. Al concorso per anestesia e rianimazione a Cosenza abbiamo avuto 54 domande: una cosa impensabile fino a qualche anno fa». Stesso vale per la chiamata ai medici dall’estero: 252 domande.
Secondo il Governatore, la ritrovata “libertà” d’azione permetterà di rendere il sistema calabrese più attrattivo. «Quando sei commissariato, molte cose non puoi farle perché devi occuparti prima di ciò che indicano i ministeri vigilanti. Questa maggiore libertà ci dà qualche leva in più per dare un contributo ulteriore ai medici». Occhiuto ha inoltre sottolineato l’investimento sulla formazione: «Abbiamo aperto il corso di laurea in medicina a Crotone e investito sulle borse di specializzazione più delle altre regioni».
CALABRIA ESCE DAL COMMISSARIAMENTO SANITÀ, STOP ALLA POLITICA NELLE NOMINE
Sul fronte della gestione amministrativa, Occhiuto rivendica di aver «sterilizzato dalla politica» gli incarichi di direzione negli ultimi anni. «In passato si diventava primari solo sulla base delle sollecitazioni politiche. In questi 4 anni e mezzo abbiamo rotto questa cattiva consuetudine», ha dichiarato con fermezza. «Finché sarò io il presidente, la politica si occuperà della sanità solo per sollevare questioni legittime sui bisogni dei territori, ma non si occuperà delle nomine».
IL QUADRO NAZIONALE: MELONI E L’AUTONOMIA
Il Presidente ha espresso un ringraziamento esplicito al governo Meloni, citando la presidente del Consiglio e i ministri coinvolti per aver mantenuto la promessa dell’uscita dal commissariamento. Ha poi rispedito al mittente le accuse di uno “scambio” politico legato all’autonomia differenziata. «Che bisogno c’era del mio voto? I voti contrari in Conferenza Stato-Regioni erano solo sei, tutte regioni del centrosinistra, il mio voto non avrebbe fatto differenza», ha ribattuto. «Io utilizzo tutte le circostanze per far avere di più alla Calabria. Ho posto come condizione che ci fosse una data certa sull’uscita dai piani di rientro. Sono un presidente che, quando non può vincere una battaglia, cerca di farla vincere alla propria regione».
LE RIFORME ALL’ORIZZONTE E IL NUOVO OSPEDALE DI CATANZARO
Tra le novità annunciate, Occhiuto ha accennato a una possibile riforma delle aziende ospedaliere per portarle sotto un “unico ombrello provinciale”, pur predicando prudenza per non «sconquassare il sistema». Sul fronte delle infrastrutture, ha confermato l’impegno per il nuovo ospedale di Catanzaro, annunciando il coinvolgimento del Politecnico di Milano per lo studio di fattibilità. «Il Politecnico ci darà un approccio scientifico», ha spiegato, «in modo che la discussione non si faccia su ideologismi o pezzi di elettorato che tirano per la giacca, ma sulla base di evidenze scientifiche».
In chiusura, Occhiuto ha dedicato un momento al ricordo del giornalista Martelli, recentemente scomparso: «Nonostante un rapporto a volte complicato e qualche litigio, è stato un giovane e valente giornalista della Calabria. Mi sembrava giusto esprimere il cordoglio della Giunta e mio personale alla sua famiglia e ai colleghi».
Il presidente ha concluso la conferenza senza fissare scadenze temporali precise per l’uscita definitiva dal Piano di rientro, ma con una promessa: «Sono convinto che sotto la mia presidenza la Calabria, dopo essere uscita dal commissariamento, uscirà anche dal piano di rientro».
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