Va a pescare ma gli crolla addosso un albero: muore 38enne
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Un uomo di 38 anni ha perso la vita per una disgrazia nella serata del 9 aprile a Treviso, a causa del crollo improvviso di un albero lungo le rive del canale Botteniga, in via Botteniga. La vittima si trovava sul posto insieme a un amico per una battuta di pesca quando, per cause ancora in fase di accertamento, un grande tronco si è spezzato, colpendolo in pieno e trascinandolo in acqua.
L’allarme è stato lanciato poco prima delle 19 dal compagno di pesca, un coetaneo residente a Villorba, rimasto illeso ma in stato di shock. Nel giro di pochi minuti sono intervenuti i Vigili del fuoco del comando provinciale di Treviso, supportati da un’autogru, insieme al personale sanitario del Suem 118.
Le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente complesse fin dalle prime fasi. I pompieri hanno dovuto farsi strada tra fango, arbusti e terreno instabile lungo la riva del canale per raggiungere il punto in cui l’uomo era rimasto intrappolato sotto il peso del tronco e della vegetazione.
Una volta estratto dalle ramaglie, il 38enne è stato affidato ai sanitari, che hanno tentato le manovre di rianimazione. Nonostante gli sforzi, il medico del 118 ha dovuto constatarne il decesso sul posto.
Secondo i primi riscontri, resta da chiarire se la morte sia avvenuta a causa del trauma provocato dall’impatto o per annegamento. Saranno gli accertamenti del medico legale a stabilirlo con precisione.
La dinamica dell’incidente
La vittima, Pietro Monici, originario di Milano ma residente da tempo a Treviso, si trovava lungo un tratto del Botteniga frequentato da pescatori. L’area è nota per essere accessibile e utilizzata per la pesca sportiva.
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Il crollo dell’albero è avvenuto all’improvviso. Alcuni testimoni hanno riferito di aver udito un forte scricchiolio, seguito da un tonfo e dalle urla disperate dell’amico della vittima. In pochi istanti, quello che doveva essere un pomeriggio tranquillo si è trasformato in tragedia.
Secondo quanto emerso, il tronco – un pioppo di grandi dimensioni – si presentava apparentemente stabile all’esterno, ma risultava internamente compromesso e indebolito dal tempo. La rottura improvvisa non avrebbe lasciato alcuna possibilità di fuga.
Il contesto e le segnalazioni precedenti
Diversi residenti della zona hanno riferito che l’albero crollato avrebbe presentato criticità già da tempo e che erano state effettuate segnalazioni alle autorità competenti. Alcuni hanno raccontato di interventi informali per alleggerire la pianta, risultati però insufficienti a garantirne la sicurezza.
Al momento, tali dichiarazioni restano elementi da verificare e non costituiscono accertamenti ufficiali. Le condizioni dell’albero e l’eventuale stato di pericolosità saranno oggetto di analisi tecnica nell’ambito delle indagini.
L’area lungo il canale, priva di segnalazioni di pericolo o di divieti specifici, era abitualmente frequentata da appassionati di pesca. Non risultavano, al momento dell’incidente, cartelli che indicassero il rischio di caduta alberi.
La vittima
Pietro Monici era conosciuto nella comunità locale come appassionato di attività all’aria aperta. Faceva parte dell’associazione sportiva Pescatori del Sile ed era un praticante esperto, con particolare attenzione alla pesca “no kill”, che prevede il rilascio dei pesci catturati.
Oltre alla pesca, coltivava interessi per sport come rafting, ciclismo e arrampicata, lavorava occasionalmente anche come vigile del fuoco. Le persone che lo conoscevano lo descrivono come un frequentatore abituale dei corsi d’acqua della zona, sempre con esperienza e prudenza. La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio tra amici, conoscenti e associazioni locali.
L’intervento delle autorità
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale, che hanno avviato i rilievi per ricostruire la dinamica dei fatti. Presente anche il sindaco di Treviso, che ha invitato a mantenere rispetto per la vittima e ad attendere l’esito delle indagini.
La Procura ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità legate alla manutenzione dell’area e alla gestione del verde pubblico lungo il canale.
Le indagini in corso
Uno dei principali aspetti al vaglio degli inquirenti riguarda la competenza sulla manutenzione dell’area in cui si è verificato il crollo. Nei contesti fluviali, la gestione può essere attribuita a diversi enti, tra cui il Genio Civile, il Comune, la Regione o società incaricate dei servizi ambientali.
La definizione delle responsabilità potrebbe risultare complessa proprio per la possibile sovrapposizione di competenze. Gli investigatori stanno verificando a chi spettasse la cura e il monitoraggio della vegetazione in quel tratto specifico del Botteniga.
Parallelamente, saranno effettuate perizie tecniche sull’albero per accertarne lo stato di salute e comprendere se il cedimento fosse prevedibile o evitabile.
Impatto sulla comunità
L’episodio ha profondamente scosso i residenti della zona di viale Luzzati, molti dei quali sono accorsi sul posto richiamati dalle sirene e dalle grida. La tragedia ha riportato l’attenzione sulle condizioni degli argini e sulla sicurezza delle aree verdi urbane.
Alcuni cittadini hanno espresso preoccupazione per lo stato di altri alberi lungo il canale, ritenuti potenzialmente pericolosi. Tuttavia, ogni valutazione in merito dovrà basarsi su verifiche tecniche ufficiali.
Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti della polizia scientifica e degli esperti incaricati. L’obiettivo è chiarire con precisione:
- le cause del cedimento dell’albero
- le condizioni strutturali della pianta
- eventuali segnalazioni pregresse e la loro gestione
- la titolarità della manutenzione dell’area
Solo al termine di queste verifiche sarà possibile stabilire se vi siano responsabilità dirette o indirette.
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