Marche

«Il pistacchio era muffa verde, odissea per segnalare»


PESARO Pasquetta con sorpresa dal (retro)gusto amaro per il giornalista Riccardo Signoretti, direttore del settimanale “Nuovo” e volto noto della tv. In partenza dalla natia Pesaro, dopo una toccata e fuga di relax, e in attesa di riprendere il treno per Milano, lunedì intorno alle 12 decide di sedersi al sole in un bar del centro e di ordinare un dolcetto corroborato da un caffè d’ordinanza. 

Peccato che il suddetto, sulla carta appetitoso, tortino rotondo ripieno di golosa crema chantilly, presenti, a una delle prima cucchiaiate, delle tracce di muffa. E l’assaggio rischia di andare di traverso. «All’inizio non ci volevo credere – racconta di getto ancora a metà tra l’arrabbiato e l’indignato – pensavo che quella roba verde e disgustosa fosse pistacchio. E invece no: era muffa. Ma quello che ha del surreale è quanto è successo dopo: giuro che mi è sembrato di essere su Scherzi a parte». Signoretti vede a pochi metri una pattuglia della polizia in servizio e segnala quanto gli è successo per presentare denuncia e chiedere un controllo del locale. «Mi hanno detto che non potevano perchè, nella ripartizione delle zone da controllare, quel giorno il centro spettava come turno ai carabinieri e loro erano impegnati in altro».

La suddivisione

Le forze dell’ordine suddividono Pesaro in settori e a turno i quadranti di competenza cambiano. A Pasquetta il centro era dell’Arma. «Comprendo il meccanismo della rotazione – prosegue – ma faccio appello al buon senso, mi trovavo a faccia a faccia con loro, cosa gli costava intervenire, piuttosto che mobilitare un’altra pattuglia dall’altro capo della città?». Gli stessi poliziotti hanno poi chiamato i carabinieri che, va detto, «sono stati gentilissimi» ma all’arrivo, una mezzoretta dopo, hanno precisato che «la competenza era dei Nas e che doveva venire anche un medico per constatare il mio stato di salute. Però il dottore reperibilepoteva solo nel pomeriggio, intanto erano passate le 13 e dovevo prendere il treno alle 16. Abbiamo steso il verbale, ma nessuno è entrato nel locale o ha sequestrato il dolce, spiegandomi che sarebbero state sufficienti le foto». I controlli arriveranno a metà pomeriggio, circa tre ore dopo, quando Signoretti è già in viaggio per Milano: «Mi hanno telefonato l’indomani dicendo che le verifiche nel locale non avevano evidenziato niente di anomalo, la catena del freddo era stata rispettata e nei prodotti non era stato trovato nulla. Il punto è che non sono stati accertamenti nell’ immediato come invece la situazione avrebbe richiesto». «Confesso – chiosa – ci sono rimasto male. Erano 2 anni che non tornavo a Pesaro e sono stato catapultato mio malgrado in un’odissea bizzarra dove ha difettato soprattutto la ragionevolezza». Nel frattempo Signoretti ha dato mandato al suo legale di presentare denuncia. «Nessuno del locale – conclude – ha chiesto scusa. E se al posto mio ci fosse stato un bambino? La beffa è che ho anche dovuto pagare per il dolcetto, muffa compresa».




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