Giallo di Pietracatella, parla romanziere che ha scritto un libro sui veleni: “Gusto della ricina amarognolo, ma occultabile nei cibi” | isNews
Federico Maria Rivalta ha raccontato una storia che ruota attorno a una serie di omicidi e a una indagine complessa, con al centro l’uso di una sostanza tossica e la caccia a un responsabile difficile da individuare
CAMPOBASSO. Sara di Vita e Antonella Di Ielsi morte per un sospetto avvelenamento, sulla letalità e le modalità d’uso della ricina, la sostanza individuata dall’Istituto ‘Maugeri’ di Pavia nel sangue delle due donne, parla Federico Maria Rivalta, autore del libro ‘Il seme del ricino’, pubblicato nel 2022. Il romanzo ruota attorno a una serie di omicidi e a una indagine complessa, con al centro l’uso di una sostanza tossica e la caccia a un responsabile difficile da individuare.
“Esisteva una pratica, in ambito rurale, per eliminare animali molesti utilizzando sostanze ricavate dai semi della pianta”, ha raccontato Federico Maria Rivalta all’agenzia LaPresse, ricordando le ricerche condotte e le testimonianze raccolte prima della stesura del libero. “Alcuni agricoltori mi parlarono dell’uso di queste sostanze per contrastare animali dannosi per le coltivazioni, come talpe e conigli – le parole dello scrittore – Si tratta di pratiche legate a contesti agricoli tradizionali. Se davvero è stata trovata nel sangue delle vittime, è plausibile che si tratti di una sostanza ottenuta in modo artigianale a partire dai semi della pianta del ricino“.
“Dalla Prima guerra mondiale fino agli anni Settanta-Ottanta, in alcune realtà rurali era una conoscenza diffusa: molti contadini sapevano utilizzare i derivati della pianta del ricino”, ha chiarito ancora Rivalta.
La sostanza velenosa ricavata dalla pianta del ricino, ha quindi precisato, avrebbe un sapore “leggermente amarognolo”, ma non tale da renderne impossibile l’occultamento all’interno degli alimenti, in particolare in dolci a base di cioccolato, che peraltro sono tipici del periodo natalizio. Un dettaglio che, sottolinea, rende questo tipo di utilizzo particolarmente insidioso.
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