Non fermate le ricerche, fate il possibile per cercare mio padre

“Vi prego, non fermatevi”. È il grido di dolore di una figlia, di una famiglia che da sette giorni non ha notizie di Domenico Racanati, il 53enne di Bisceglie scomparso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno, fra Abruzzo Molise.
Era la mattina di Giovedì Santo, il 2 aprile, quando, dopo tre giorni di piogge intense, il viadotto ha ceduto. Da allora, la famiglia non è più riuscita a mettersi in contatto con l’uomo, che era diretto a Ortona. Il giorno dopo, sono stati ritrovati la targa e un pezzo della sua Fiat Bravo, rendendo quasi certezza l’ipotesi più tragica: Racanati sarebbe rimasto inghiottito dal ponte.
E ora che il maltempo è passato e la conta dei danni si fa di ora in ora più grande, dalla Puglia arriva l’appello accorato della figlia dell’uomo scomparso, che si affida a un video sui social per chiedere a investigatori e soccorritori di non mollare.
“In questo momento – dice – sto vivendo un dolore enorme, ma anche una forte angoscia che cresce ora dopo ora. Per questo sento il bisogno di lanciare un appello: chiedo che le ricerche di mio padre non si fermino e che vengano intensificate il più possibile. Ogni minuto che passa è fondamentale. Il tempo, in situazioni come questa, può fare la differenza, e noi non possiamo permetterci di perderlo”.
“Chiedo alle istituzioni, alla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, e a tutte le forze coinvolte – incalza – di fare tutto il possibile, di utilizzare ogni mezzo disponibile e di ampliare le ricerche anche nelle zone limitrofe. Mio padre merita di essere cercato senza sosta. Non è solo una richiesta formale: è il grido di una figlia e di una famiglia che ha bisogno di risposte, che ha bisogno di sentire la presenza concreta dello Stato, che ha bisogno di sapere che non si sta tralasciando nulla. Mi appello alla sensibilità e al senso di responsabilità di chi può intervenire: vi prego, non fermatevi. Noi non perderemo la speranza, ma abbiamo bisogno di tutto il vostro aiuto”, conclude Angelica Racanati.
Al momento, come riporta l’Ansa, le ricerche proseguono con l’intervento di personale Usar-M, specializzato in verifiche sotto le macerie. L’obiettivo è ispezionare l’area sottostante la campata del ponte crollata giovedì scorso. Dopo giorni di attività, ancora senza esito nel fiume e in mare, si guarda ora anche alla zona sotto il troncone caduto nel Trigno.
Sul posto è presente una sala operativa mobile per la creazione dell’unità di comando locale. Lungo il litorale stanno operando anche mezzi speciali anfibi, personale Gos (gruppo operativo speciale) per la rimozione di detriti nei pressi della foce. Il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco prosegue le perlustrazioni nel fiume. In zona anche le moto d’acqua e il nucleo Mo.Crab specializzato in rischio acquatico per le perlustrazioni lungo le rive fangose e a ridosso del litorale. Le unità Tas2 (topografia applicata al soccorso) sono al lavoro per la georeferenzazione dei tratti percorsi e ispezionati.
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