Ambiente

Nella ristorazione il 37% degli imprenditori guida un’impresa di famiglia – Business

Nel settore della ristorazione, la
famiglia si conferma un asset strategico essenziale: il 37,3%
degli imprenditori guida un’impresa di famiglia e circa il 70%
di loro è coadiuvato quotidianamente da familiari nella gestione
dell’attività. È questa la fotografia del Rapporto Ristorazione
2026 di Fipe-Confcommercio, presentato oggi a Roma. La novità
di quest’anno è una spiccata attenzione al profilo degli
imprenditori, sia da un punto di vista socio-anagrafico sia
motivazionale. L’età media è di 53 anni, con una media
lavorativa di 19 anni. Nel contesto di un diffuso cambiamento
del senso del lavoro, i titolari si distinguono per una forte
identificazione con la propria attività: le principali ragioni
che spingono a fare impresa sono passione e vocazione per la
ristorazione (47,4%), continuità familiare (35%) e desiderio di
autonomia (21,6%). Per il 76,2% degli imprenditori,
l’attività è un pezzo della propria storia personale: il 54,3%
non riesce ad immaginarsi con un lavoro diverso. Un ulteriore
65% sente inoltre la responsabilità del ruolo sociale svolto a
beneficio del territorio. I titolari si mostrano consapevoli
anche dell’elevato impegno che richiede la guida di un pubblico
esercizio: 8 su 10 lavorano più di 40 ore settimanali, uno su
due supera le 60 ore. Il 58,5% degli imprenditori ha figli
occupati, di cui il 48,6% nella propria azienda, eppure il 45,4%
preferirebbe che sviluppassero un percorso professionale
diverso. Il 24,4% non ha una posizione netta a riguardo, il
16,2% auspica invece una continuità familiare, ma senza alcun
condizionamento. Solo per il 10,5% il passaggio generazionale
è un desiderio personale significativo.

   

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