corsa a blindare Silvetti ma FdI non dà l’appoggio
ANCONA – Tanto tuonò che piovve. La maggioranza si è spaccata. Ieri, nero su bianco, è arrivato l’appoggio granitico al sindaco Silvetti – sul “no” al banchinamento delle grandi navi da crociera al molo Clementino – da tutti i gruppi consiliari di centrodestra…tranne Fratelli d’Italia. Un segnale eclatante, che conferma tutti gli scricchiolii dei giorni scorsi.

Le motivazioni
«L’infrastruttura non supera nella sua progettualità né le criticità né le interferenze sostanziali presenti nella sua versione originaria risultando impattante e non rispettosa del patrimonio storico del porto antico». Posizione netta, come quella del sindaco, firmata (nomi e cognomi) dai consiglieri di Forza Italia, Lega, Ancona Protagonista, Ripartiamo dai Giovani, Azione, Civitas Civici, Rinasci Ancona civici e solidali. Più tutti gli assessori. Eccezion fatta per i 9 consiglieri e i 3 assessori meloniani. Lì è il caos totale. L’europarlamentare e coordinatore provinciale di FdI Ciccioli, che si batte per mantenere fede alle linee programmatiche del suo partito, espresse per altro già nel 2019 votando favorevolmente la delibera n.50 che di fatto avviava l’iter per la realizzazione del molo Clementino, aveva fissato la resa dei conti interna per domani sera alle 21 nelle sale della Federazione FdI Marche al civico 170 di corso Mazzini. Ma, dal nulla, è spuntata ieri – in extremis – una riunione del coordinamento regionale del partito. Proprio domani. Nelle medesime sale di corso Mazzini. Guarda caso alle 21. «Dobbiamo trattare urgenti temi inerenti alle prossime amministrative» ha così giustificato la senatrice e coordinatrice regionale di FdI, Elena Leonardi. Ma Ciccioli non arretra di un passo: «Che problema c’è? Il nostro incontro lo faremo sabato mattina». Sicuro? «Certo, ci mancherebbe». Ore 10,30. Ormai è diventata una questione tutta interna a Fratelli (coltelli) d’Italia. Mentre i colleghi di maggioranza sono usciti allo scoperto, ieri, con tanto di nota unitaria e nomi in calce, i meloniani rimangono rintanati in un silenzio assordante.
Il sostegno
Sotterraneamente, in realtà, al sindaco sarebbe già arrivato il sostegno dei tre assessori: Zinni, Eliantonio e Latini. Pure qualche consigliere comunale si sarebbe esposto in via del tutto personale. Ma l’indirizzo ufficiale (e unitario) del gruppo consiliare non è per nulla chiaro. Lo scontro lascerà, per forza di cose, a terra morti e feriti. E di certo Ciccioli venderà carissima la propria pelle. Dagli altri gruppi di maggioranza arriva la stilettata all’eurodeputato: «Ribadiamo che la fase politica si è esaurita da tempo e che ogni valutazione definitiva è rimandata alla Commissione ministeriale competente per il definitivo parere tecnico. Ogni altra espressione risulta così del tutto tardiva oltre che incomprensibile e contraria all’azione di governo». Ma ormai gli elmetti sono calzati. Le lame affilate tra i denti. Se i consiglieri e gli assessori FdI decidessero di allinearsi al resto del gruppo di maggioranza (per il “no” al banchinamento) sconfesserebbero in toto il loro coordinatore provinciale che, a quel punto, farebbe meglio a riconsiderare il proprio peso politico all’interno del partito. Ma soprattutto sconfesserebbero anche quanto da loro stessi approvato, quel 12 aprile del 2019, nella seduta del consiglio comunale. Insomma, uno psicodramma in piena regola. Mentre la squadra di governo blinda il proprio sindaco, la compagine meloniana resta a fissare il vuoto. In attesa dello scontro finale.




