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Massimo Giletti si sfoga in diretta. La risposta della Rai: “Supportato anche quando i risultati non sembravano sorridere”: “

Il futuro professionale di Massimo Giletti è avvolto nel mistero. Il contratto del giornalista torinese è in scadenza il prossimo giugno e “Lo Stato delle Cose“, il talk show che conduce su Rai3 al lunedì sera da due stagioni, chiuderà in anticipo, come previsto fin da inizio stagione per i tagli imposti dai vertici Rai. “Per un po’ staremo ancora qua, poi vedremo. Ad maiora“, aveva detto qualche settimana fa sul finale di puntata. Lunedì 6 aprile in diretta Giletti si è concesso una nuova stoccata verso l’azienda in un blocco dedicato al caso Garlasco: “Noi non ci saremo in onda perché, si sa, i programmi che funzionano sapete che fine fanno. Ma qualcuno ci racconterà come mai sulle unghie della povera Chiara c’era un DNA riconducibile a Sempio”.

Parole che non sono passate inosservate. “La Rai e la mia Direzione hanno investito molto in Massimo Giletti volto di punta dell’Approfondimento Rai. Il suo rientro nel Servizio Pubblico, dopo il suo sfortunato epilogo a La7, è stato da me e dall’Azienda fortemente voluto. E in questi anni il suo lavoro è stato totalmente supportato anche quando all’inizio i risultati non sembravano sorridere e la critica televisiva si accaniva su di lui in maniera ingiusta e strumentale”, la replica di Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti, in una nota stampa.

“Dispiace quindi che Massimo Giletti utilizzi spazi del programma ‘Lo Stato delle cose‘ per esprimere rimostranze, più o meno velate, nei confronti dell’Azienda per cui ora lavora. Come da prassi, giorno di messa in onda, durata e numero di puntate sono stati definiti di comune accordo all’inizio della stagione e condivisi anche in sede di conferenza stampa. Confido che Massimo Giletti, come il sottoscritto, creda convintamente nel valore della Rai come Servizio Pubblico e nel progetto che abbiamo costruito perché la fiducia reciproca resta comunque un presupposto imprescindibile per continuare a dare seguito allo splendido lavoro fin qui fatto assieme”, ha concluso il dirigente visibilmente stizzito.

Il clima di incertezza accompagna la trasmissione da settimane

Il clima di incertezza accompagna la trasmissione da settimane nonostante gli ottimi ascolti, lunedì scorso “Lo Stato delle Cose” ha ottenuto l’8,2% di share con oltre un milione di telespettatori. Nelle scorse settimane la chiusura anticipata della trasmissione, fissata inizialmente per il 31 marzo, aveva suscitato polemiche: “Viva il merito”, aveva commentato Giletti. Già in quella occasione Paolo Corsini, direttore Rai Approfondimento, aveva replicato: “Quanto diffuso da alcune testate e alcuni siti in merito alla trasmissione ‘Lo Stato delle Cose’ di Massimo Giletti è totalmente falso e privo di ogni fondamento. La conclusione della stagione 2025/2026 è quella prevista dal piano editoriale e ampiamente annunciata alla presentazione dei palinsesti e nella conferenza stampa lo scorso settembre”. “Come noto, il taglio delle risorse destinate a Rai e la conseguente riduzione del budget della Direzione Approfondimento hanno portato ad una rimodulazione della nostra offerta e, in particolare, a un intervento sul numero di puntate complessivo di tutti i programmi della Direzione. Si tratta – aveva continuato Corsini – di un tema ampiamente dibattuto tanto che io stesso l’ho affrontato nelle audizioni presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza. Si tratta quindi dell’ennesima fake news che mi trovo costretto a smentire”.


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