disdetta del contratto sulle torri
Chi è Inwit e cosa fa
Infrastrutture Wireless Italiane (Inwit) è una società italiana attiva nel settore delle infrastrutture digitali e wireless per le telecomunicazioni.
Costituita nel 2015 a seguito del conferimento del ramo d’azienda Tower di Telecom Italia, opera secondo il modello del neutral host, mettendo a disposizione infrastrutture passive e digitali condivise per operatori mobili, operatori FWA e altri clienti.
In parole semplici, Inwit possiede e gestisce le torri su cui poggiano le antenne dei gestori telefonici: senza di esse, non ci sarebbe rete mobile. Al 30 giugno 2025 la rete di Inwit era composta da oltre 25.000 torri distribuite sul territorio nazionale, con circa 60.000 contratti di ospitalità.
Una rottura annunciata
La mossa di TIM non arriva del tutto a sorpresa: il 19 marzo 2026 TIM e Fastweb + Vodafone avevano annunciato la firma di un accordo strategico non vincolante per la costruzione e la gestione di nuove torri mobili in Italia, con l’obiettivo di arrivare fino a 6.000 nuovi siti tramite una joint venture paritetica.
Un’operazione che Inwit aveva subito bollato come una violazione dei contratti in essere, e alla quale il mercato aveva reagito con un crollo del titolo in borsa.
Al centro della disputa ci sono i costi: TIM considera i termini eccessivamente onerosi e avrebbe richiesto circa 100 milioni di euro di compensazioni per inflazione, energia e disservizi. TIM stima per il 2025 un esborso vicino a 450 milioni di euro, rispetto a poco più di 320 milioni nel 2020.
La decisione si inserisce nel percorso di ottimizzazione della struttura dei costi infrastrutturali avviato dalla società. TIM ha comunque lasciato aperta una porta al dialogo, dichiarandosi disponibile ad avviare trattative per un piano di migrazione pluriennale e a valutare una revisione complessiva delle condizioni economiche dell’accordo.
Le conseguenze per Inwit
La disdetta di TIM si aggiunge a quella già inviata da Fastweb + Vodafone e mette Inwit in una posizione molto difficile: i due anchor tenant costituiscono l’85% dei ricavi della società delle torri.
Inwit ha già annunciato di voler resistere in sede legale e ha rivisto al ribasso le stime per il periodo 2026-2030, prevedendo per il 2026 ricavi nel range di 1,05-1,09 miliardi di euro, ben al di sotto delle previsioni iniziali.
La partita è ora aperta su più fronti, commerciale, industriale e giudiziario, e potrebbe ridisegnare nei prossimi anni la mappa delle infrastrutture di telecomunicazione in Italia.
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