l’antichissima storia di una comunità educante nata nel 1861

Un documento che attesta l’esistenza, già nel 1861, di un asilo infantile a Città di Castello per accogliere gratuitamente bambini poveri, orfani, ma anche, a pagamento, piccoli provenienti da famiglie benestanti.
L’importante testimonianza arriva da una signora di Taranto che, possesso del documento, ha deciso di donarlo al Comune tifernate come simbolo tangibile della storia ultrasecolare della comunità educante cittadina, un documento manoscritto dell’ente in suo possesso risalente al 1898.
Si tratta di un mandato di pagamento a un falegname per la costruzione di cinquanta panche a due posti per l’asilo infantile di Città di Castello. Un’istituzione la cui esistenza è stata ricondotta da un’immediata ricerca nei registri dell’Archivio Storico del Comune di Città di Castello a una data storica e suggestiva: i documenti ritrovati testimoniano, infatti, l’esistenza dell’asilo infantile già dall’anno 1861, appena dopo l’Unità d’Italia. Nei primi anni ospitava probabilmente circa 50 allievi e il 31 gennaio 1868 venne decretato Corpo Morale con Regio Decreto firmato da Vittorio Emanuele II.
Il documento, un certificato dalla carta ingiallita scritto a mano con l’intestazione “Asilo infantile Città di Castello” è un mandato di pagamento datato 27 febbraio 1898 con cui il Comune di Città di Castello, nella persona del Tesoriere Adolfo Maioli, rimborsò la spesa di 900 lire al signor Vincenzo Innocenti per il lavoro di falegnameria svolto.
La storia ricostruita grazie ai documenti custoditi nell’Archivio storico del Comune
La ricerca degli elementi storici che potessero avvalorare il documento è stata attivata consultando i registri dell’Archivio Storico del Comune di Città di Castello, dove sono stati ritrovati interessanti atti che testimoniano l’esistenza dell’asilo infantile già dall’anno 1861, appena dopo l’Unità d’Italia.
Con la data del 1860 si è ritrovato anche il progetto economico e la nota dei fondi disponibili nel bilancio comunale, che, a titolo di contributo, furono stanziati per l’imminente costituzione dell’asilo. Una locandina datata 29 gennaio 1861 invitava “il pubblico tifernate” a una festa da ballo per la raccolta di fondi, “cheappena la carità cristiana ce ne fornisca mezzi ad iniziare la filantropica impresa degli asilo d’infanzia”. Dal Regolamento Organico del 1866 si apprende poi che l’asilo, costituito da un’associazione di cittadini benefattori, accoglieva gratuitamente bambini poveri, orfani, figli di vedove di entrambi i sessi e, dietro pagamento, anche bambini non poveri dell’età dai 3 ai 5 anni, battezzati e vaccinati.
Si legge poi all’art. 27: “I bambini ammessi saranno trattati con perfetta uguaglianza; a tutti verrà distribuita al mezzo giorno una abbondante minestra”. Nel rapporto e resoconto annuale dal primo maggio 1863 al 31 maggio 1864 si apprende anche che se la “Società dei Contribuenti” riuscisse a raccogliere una contribuzione di lire 40.000, l’asilo da 50 bambini potrebbe arrivare ad ammettere 100 alunni. A motivazione dell’obiettivo si legge: “sollevare i figli dall’abbetionem e miseria è preparare una generazione che sia decoro della Patria e d’incremento alla civiltà”.
Grande emozione è stata espressa dall’assessora Letizia Guerri per il prezioso documento: “Abbiamo potuto stringere tra le nostre mani la testimonianza chiara e suggestiva di quanto la cultura dell’infanzia, dell’educazione, di una formazione finalizzata alla crescita democratica e alla giustizia sociale abbiano radici profonde e antiche a Città di Castello”. Insieme alla responsabile dei nidi comunali Vitaloni l’assessora ha anche invitato la signora di Taranto protagonista a visitare Città di Castello. “Ci piacerebbe non solo conoscere di persona l’autrice di un gesto che abbiamo così tanto apprezzato, ma anche farle visitare la nostra città e soprattutto i nostri asili nido, che sono certamente cambiati negli anni, ma mantengono intatta l’impronta educativa di servizi, oggi come oltre un secolo fa, improntati a far crescere al meglio i nostri bambini e le nostre bambine, con l’idea renderli in futuro cittadini consapevoli e responsabili” ha dichiarato Guerri.
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