Salute

Andrea Bocelli: “Piangevo per i forti dolori agli occhi, smettevo solo quando un operaio russo metteva la musica su un giradischi”

Tutto cominciò da neonato, dentro la culla, in un ospedale. Per Andrea Bocelli nasce con il glaucoma congenito e perde la vista completamente a dodici anni, dopo un incidente durante una partita di calcio. Il suo racconto è nitido, pieno di emozioni. «Quei forti dolori agli occhi mi facevano piangere. In una stanza vicina alla nostra c’era un operaio russo che aveva un giradischi e mia madre si accorse che quando arrivava la musica dalla camera accanto smettevo di piangere. Questa è stata una grande scoperta per tutti. Si sono accorti che i dischi che mi piacevano di più erano quelli d’opera. Poi da piccolo imparai a mettere i dischi nel mio giradischi e cominciavo a girare al tavolo come un matto… Diana era la mia tata quando avevo 6-7 un giorno arrivo a casa con un giornale e c’era scritto Strabilia alla Scala Franco Corelli. Lei mi disse: “Devi farti regalare un disco di Franco Corelli così lo ascoltiamo insieme”. È stato un incontro fatale quello con Franco Corelli. Un incontro che mi ha cambiato la vita». È un estratto di Andrea Bocelli – Because I believe, un ritratto intimo e inedito del tenore conosciuto in tutto il mondo.

La sua storia raccontata per la prima volta in prima persona trasmesso su Sky Documentaries. Un film realizzato dalla documentarista Cosima Spender (già nota per Palio, doc del 2015 dedicato alla più antica gara equestre del mondo, il Palio di Siena) ha lavorato con un obiettivo preciso: non raccontare la leggenda, ma catturare «l’atmosfera del mondo di Andrea». E così è stato. Tutto cominciò grazie a Zuccherò che ascoltò in uno studio di registrazione a Modena la voce di Andrea che casualmente si trovava lì a registrare una demo. «Quando Zucchero sentì la mia voce mi fece subito chiamare». Ma Miserere non uscì con la voce di Bocelli ma quella di Luciano Pavarotti che accettò l’invito di Zucchero. Occasione persa? No, per niente.

«Mia madre diceva sempre tu non combinerai mai niente perché non ti proponi. Forse aveva ragione, stavo bene in campagna con gli animali, i miei amici e non avevo tanta voglia di andare in giro per l’Italia a far sentire i miei provini. Era sempre lei che li mandava in giro ricevendo sempre risposte negative». Poi però un giorno «ebbi una sensazione positiva e glielo dissi: succederà qualcosa mamma…». E così è stato. Zucchero lo chiamò per cantare dal vivo la parte tenorile. E fu un successo. «Ho visto una reazione incredibile da parte del pubblico giovane. E fu l’occasione per darmi una chance. Perché in fondo è sempre il pubblico che decide».


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