Scienza e tecnologia

Grande espasione per IT-Wallet: oltre 200 documenti saranno supportati

Portare tutta la propria identità dentro lo smartphone non è più solo uno slogan: il progetto IT-Wallet sta entrando in una fase in cui il portafoglio fisico rischia di diventare davvero molto più leggero.

Il borsellino digitale integrato nell’app IO, gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs), si allarga ancora, dopo gli aggiornamenti già avvenuti nelle ultime settimane. Presto troveranno posto al suo interno centinaia di credenziali diverse, pensate per semplificare l’accesso ai servizi pubblici e ridurre al minimo la carta.

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Cos’è IT-Wallet

IT-Wallet nasce nel 2024 come progetto sperimentale per offrire agli italiani un’identità digitale certificata e sicura, direttamente dentro l’app IO. Da gennaio 2025 il servizio risulta disponibile per tutti gli utenti dell’app e ha già superato la soglia di 10 milioni di attivazioni, con circa 17,3 milioni di documenti caricati.

Al momento il portafoglio digitale consente di caricare tre documenti principali: patente di guida, tessera sanitaria e carta europea della disabilità, che molti utenti hanno già smesso di portare nel portafoglio fisico.

IT-Wallet attivo 4 dicembre 2024 - Tessera Sanitaria problemi

Oltre 200 documenti nel borsellino digitale

L’obiettivo dichiarato è trasformare IT-Wallet in un contenitore unico per oltre 200 documenti e credenziali diverse, tutte gestibili da un’unica interfaccia.

Tra gli elementi previsti rientrano, tra gli altri:

  • titoli di studio e certificati di frequenza scolastica
  • attestazioni sul godimento dei diritti politici
  • certificati di residenza
  • certificazioni ISEE
  • iscrizioni alle liste elettorali e tessere elettorali
  • badge dei dipendenti pubblici
  • patenti speciali
  • fascicolo sociale e lavorativo
  • una prova dell’età che permetterà di dimostrare la maggiore età, ad esempio per accedere a un sito web, senza condividere altri dati personali.

Quest’espansione delle funzionalità punta a concentrare in IT-Wallet una parte rilevante della burocrazia quotidiana, riducendo passaggi ridondanti e copie cartacee.

Rispetto allo SPID, che resta legato soprattutto all’accesso online ai servizi, IT-Wallet introduce un uso più ibrido dell’identità digitale, con un ponte diretto verso il mondo fisico.

Già oggi la patente virtuale sull’app IO può essere mostrata a un controllo, mentre la tessera sanitaria digitale consente di accedere a prestazioni e servizi, senza tirare fuori la plastica dal portafoglio.

IT-Wallet attivo per tutti 4 dicembre 2024

Il motore dietro IT-Wallet: ecosistema e data center

Per supportare questo salto, il Poligrafico non si limita più a stampare documenti fisici: deve gestire un vero ecosistema digitale che raccoglie dati da oltre 200 fonti autentiche e li rende disponibili in modo sicuro.

Intorno a IT-Wallet sta nascendo una delle più grandi basi dati distribuite dedicate alle informazioni dei cittadini italiani, con il compito di spostare le credenziali dal portafoglio allo smartphone. Per reggere il carico, l’Ipzs dispone oggi di tre data center (due a Roma e uno a Foggia), con oltre 10.000 sistemi tra server, database, virtualizzazione, storage, backup, rete e sicurezza.

Le risorse dichiarate includono circa 3 petabyte di storage, 81 terabyte di RAM e 6.000 CPU, mentre un quarto data center è in costruzione a Roma per aumentare ulteriormente la capacità. Il Green Data Center di Foggia, nato come sito di disaster recovery, è diventato un nodo attivo per l’erogazione di diversi servizi, tra cui quelli legati proprio a IT-Wallet.

Sicurezza e attacchi

La crescita del borsellino digitale rende la cybersicurezza un elemento centrale: IT-Wallet è gestito da Ipzs, mentre lo sviluppo dell’app IO è in capo a PagoPA, oggi controllata da Poligrafico e Poste Italiane (51% e 49%).

La protezione dei dati passa dal Cyber Physical Security Center di Roma, una struttura blindata che monitora 24 ore su 24, 365 giorni l’anno l’integrità dell’ecosistema digitale che ospita le informazioni di milioni di cittadini. Nel solo 2025 il Poligrafico ha registrato circa 187 milioni tra attacchi e tentativi di attacco, un volume che conferma quanto un’infrastruttura di questo tipo rappresenti un bersaglio sensibile.

Il passaggio da carta a credenziale digitale non è quindi solo una questione di comodità per l’utente: richiede investimenti costanti in infrastrutture, competenze e difesa dagli attacchi, e renderà sempre più importante capire come vengono gestiti e protetti i dati personali che ogni giorno affidiamo al telefono.


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