Abruzzo

a Pescara il confronto sul futuro tra intelligence e tecnologia

Dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale, fino al ruolo dell’intelligence: sono molte le sfide contemporanee quando si parla di sicurezza e sono temi molto più vicini alla nostra quotidianità di quanto ognuno di noi possa immaginare. Proprio di questo si parlerà venerdì 10 aprile nel convegno “Sine cura. I perché della sicurezza” che si terrà nella sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara dalle 17.30. 

Al centro del dibattito l’evoluzione del concetto di sicurezza e le trasformazioni che negli ultimi anni, hanno ridefinito gli equilibri tra informazione, tecnologia e difesa. L’obiettivo è quello di approfondire i “perché” della sicurezza, intesa come condizione di stabilità e prevenzione, e stimolare un confronto consapevole tra istituzioni, esperti e società civile in un contesto globale sempre più interconnesso e vulnerabile. Un appuntamento cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Si tratta del primo di un ciclo di incontri che partendo dall’Abruzzo. 

L’evento è stato promosso e organizzato dal presidente della commissione vigilanza del consiglio regionale dell’Abruzzo Sandro Mariani e dall’Organismo di ricerca Res on network – Intelligence and global defence ltd, realizzato in collaborazione con International police organization – Ipo section Italy, GeoFis (Osservatorio di geopolitica e filosofia della sicurezza) e la piattaforma di informazione 000 – Intelligence of things, con il patrocinio del consiglio regionale, la Provincia e il Comune di Pescara.

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“Se-curitas” e cioè “sine cura” dicevano i latini, e cioè senza preoccupazioni. Ecco perché affrontarle quelle sfide vuol dire prevenire situazioni di crisi e comunque gestirle quando si verificano. Di qui il nome del convegno che spazierà su molti temi: la sicurezza nazionale, il ruolo del controspionaggio, il ciclo dell’intelligence e metodi di intelligence Osint e Huminit, il ruolo dell’intelligenza artificiale e dei modelli predittivi, ma anche cybersecurity e protezione dati, facendo riferimento anche all’ultima Relazione annuale sulla Politica dell’Informazione per la sicurezza 2026. “La sicurezza nazionale rappresenta oggi una priorità strategica imprescindibile per il nostro Paese e che richiede un rafforzamento costante degli strumenti di prevenzione e difesa”, sottolinea Mariani.

“In un mondo in costante evoluzione, dove gli scenari come i rapporti di forza mutano continuamente, strumenti come l’intelligenza artificiale e i modelli predittivi offrono opportunità decisive, ma impongono anche responsabilità nuove in termini di governance e controllo. Questi, come la cybersecurity e la protezione dei dati personali e nazionali, saranno i temi al centro di un incontro dal respiro internazionale che vedrà la partecipazione di studiosi, giornalisti e figure autorevoli degli apparati della nostra difesa, per un momento di confronto e riflessione sul tema della nostra sicurezza”, aggiunge.

“La rivoluzione digitale che stiamo vivendo – spiega Marco Santarelli, analista investigativo su reti informative e sicurezza internazionale -da qualche tempo sta cambiando il nostro rapporto con ciò che ci circonda. Grandi opportunità, ma anche maggiori rischi che minano la nostra sicurezza. La realtà è sempre più iperconnessa e non sono più solo i servizi di sicurezza, come l’intelligence, che devono approcciare alle nuove tecnologie con un nuovo sguardo, ma anche la stessa comunità deve potersi difendere dalle vulnerabilità a cui queste tecnologie sono soggette”.

“Attacchi cyber, furti d’identità, furti di dati, sorveglianza e avvento dell’Intelligenza artificiale per scopi malevoli sono solo i primi concetti fondamentali che si legano alle tecnologie informatiche emergenti e da cui nascono grandi pericoli che pervadono il tessuto sociale”, aggiunge. “Se in passato il concetto di sicurezza era appannaggio di pochi – sottolinea Santarelli -, oggi estende la sua portata a tutti i cittadini. Minacce alla nostra sicurezza e a quella dei nostri dati sensibili sono presenti, quotidianamente, all’interno dei nostri device. Pertanto, è necessario attivare un dialogo più profondo, con più consapevolezza e conoscenza, tra gli attori protagonisti della sicurezza mondiale, servizi segreti di ogni paese, cittadini e agenti tecnologici, per ridurre la dispersione dei nostri dati sul web al solo scopo di marketing, controllo e sorveglianza e tutelare la sicurezza di ognuno”.

“A questo – conclude – va unito un ritorno massiccio alla capacità di deduzione propria dell’uomo per avvicinarsi all’informazione e non essere preda di fake news o di bias cognitivi che non permettono di guardare in maniera neutrale quello che accade nel mondo”.

Tra i relatori oltre a Santarelli, anche il deputato Pd Luciano D’Alfonso, Marco Mancini (responsabile del controspionaggio Italiano), Arturo Di Corinto (giornalista e docente universitario, attualmente consigliere dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale) e Salvatore Santangelo (giornalista e saggista) giornalista e saggista. Il convegno sarà moderato dalla giornalista Paola Peluso.

Sine Cura - La locandina del convegno


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