Il dolore che resta, L’Aquila a 17 anni dal sisma: il Molise non dimentica le sue vittime | isNews
Tra le macerie persero la vita Ernesto Sferra, Luana Paglione, Danilo Ciolli, Elvio Romano, Vittorio Tagliente e Michele Iavagnilio. Alle 21, nel capoluogo abruzzese, avranno inizio le celebrazioni in ricordo della tragedia
di Deborah Di Vincenzo
L’AQUILA. Sono passati esattamente diciassette anni dal devastante terremoto che distrusse L’Aquila. Alle 3.32 del 6 aprile 2009, una scossa di magnitudo 5,8 sulla scala Richter rase al suolo il capoluogo abruzzese, provocando 309 morti, 1.600 feriti e oltre 70mila sfollati.
Una ferita ancora aperta, una tragedia che resta impressa nella memoria collettiva. In quell’inferno di dolore e distruzione, anche il Molise pagò un prezzo altissimo: tra le vittime si contarono sei corregionali, Ernesto Sferra, Luana Paglione, Danilo Ciolli, Elvio Romano, Vittorio Tagliente e Michele Iavagnilio.
La prima a essere recuperata dalle macerie fu Luana Paglione, quarantenne originaria di Capracotta. La donna perse la vita nel crollo della sua abitazione, mentre il marito e la figlia di quattro anni riuscirono a salvarsi. Da anni viveva a Onna insieme alla sua famiglia.
La seconda vittima fu Ernesto Sferra, 80 anni, nato a Carovilli ma da sempre residente a Forlì del Sannio. Qualche mese prima del terremoto aveva scelto di trasferirsi a L’Aquila, a casa della figlia e del genero. Il crollo dell’edificio non gli lasciò scampo.
Poi fu la volta di quattro giovani. Il corpo di Danilo Ciolli, terza vittima molisana del sisma, venne recuperato il 7 aprile. Il 25enne di Carovilli si era trasferito a L’Aquila da alcuni anni per studiare. In paese suonava in una band e amava i Pink Floyd e Giorgia.
Tragico anche il destino di Vittorio Tagliente, Elvio Romano e Michele Iavagnilio. Il corpo senza vita di Vittorio Tagliente, 25enne di Isernia, fu estratto l’8 aprile dalle macerie di un edificio in via Sant’Andrea, nel centro de L’Aquila.
Il giorno seguente si spense ogni speranza: il 9 aprile il corpo di Elvio Romano, studente di Ingegneria di 24 anni, venne riconosciuto dal padre Bartolomeo e dallo zio dopo il recupero dalle macerie. La notizia colpì profondamente i familiari, la città di Bojano e l’intero Molise.
Infine, dopo quattro lunghi giorni di ricerche, fu ritrovato anche il corpo senza vita di Michele Iavagnilio, anche lui Isernia. Viveva a L’Aquila da diversi anni e, dopo la laurea nel 2007, aveva iniziato a lavorare come operatore in un centro dedicato all’assistenza di bambini e ragazzi con autismo.
LE CELEBRAZIONI. Si apriranno questa sera a L’Aquila le celebrazioni per il diciassettesimo anniversario del sisma, con un programma dedicato al ricordo delle 309 vittime tra raccoglimento, momenti istituzionali e musica. Alle 21, alla Villa Comunale, nel piazzale dell’Emiciclo, è prevista la distribuzione di fiori ai partecipanti. Alle 21.30, sotto il porticato dell’Emiciclo, si esibiranno I Solisti Aquilani. Alle 22.10 trasferimento al Parco della Memoria, dove alle 22.15 ci sarà l’accensione del braciere, seguita dalla lettura dei nomi delle 309 vittime e da momenti di riflessione. Alle 00.10 i fiori saranno deposti accanto ai nomi incisi sulla fontana del Parco.
Per domani, 6 aprile, il sindaco Pierluigi Biondi ha proclamato il lutto cittadino. Alle 9.30 è in programma la deposizione di fiori all’angelo di legno davanti alla Casa dello Studente. Alle 10, nella chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo, l’arcivescovo metropolita Antonio D’Angelo officerà la messa in suffragio delle vittime. Alle 11.30, nella basilica di Collemaggio, si terrà un momento di memoria con la partecipazione della Cappella musicale Pontificia Sistina e di Daniele Pecci, con direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis. Alle 17, al teatro del Csa, il concerto ‘Musica che unisce’ con l’Orchestra Jazz che Vorrei L’Aquila, laboratorio che coinvolge ragazzi dai 10 ai 18 anni.
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