specialisti in aiuto dei compagni di Louis
La comunità scolastica del quartiere Porto-Saragozza si è risvegliata sotto choc per la prematura scomparsa di Louis Pisha, il bimbo di 12 anni, morto precipitando dall’attico del palazzo di otto piani di via Piave, 6.
Louis aveva frequentato le elementari Monterumici e ora le medie De André.
Come riferisce Il Resto del Carlino, la preoccupazione principale della scuola è ora la gestione del trauma per gli studenti. Il rientro in aula, fissato per mercoledì 8 aprile dopo la pausa pasquale, si preannuncia un omento molto difficile.
Supporto ai compagni di scuola
Per affrontare l’emergenza emotiva, la preside ha annunciato misure straordinarie, come un supporto specialistico per l’elaborazione del lutto, ma un’attenzione particolare sarà rivolta ai compagni di classe di Louis, fragili per età e per la violenza dell’accaduto. La scuola avrebbe già ricevuto il supporto dell’assessore Daniele Ara e del provveditore che hanno messo a disposizione i team di emergenza dell’Ufficio Scolastico Territoriale.
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La dinamica
Secondo le ricostruzioni, il gruppetto di ragazzini era salito sull’attico dopo aver forzato una finestra del condominio. “Sono entrati da una finestra, che era tenuta aperta da una gruccia per abiti, poi sono saliti sul tetto. Hanno spostato delle sedie e si sono arrampicati fino al lucernario”, racconta un testimone. “Probabilmente stavano facendo dei selfie. Si è messo in posa, si è appoggiato al plexiglass e ha sfondato il vetro”. Dopo la rottura, il ragazzo è rimasto per qualche istante appeso nel vuoto, prima di perdere le forze.
Con il 12enne sul terrazzo c’erano anche altri quattro ragazzini, tutti coetanei, che come lui giocavano a calcio nel parco del Velodromo, ma nessuno è riuscito ad aiutarlo.
I residenti raccontano: “Abbiamo sentito le urla, poi sono arrivati i soccorsi. Sarà per tutti una Pasqua terribile. Non puoi dimenticare una scena così”.
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