Museion, l’attacco di Bianchi: «Così non si può andare avanti» – Bolzano
BOLZANO. Ancora bordate contro il Museion. Accusato di essere troppo caro in rapporto al numero di visitatori. Questa volta l’affondo arriva dall’assessore provinciale Christian Bianchi (FI), in contemporanea all’incontro a Palazzo Widmann tra la nuova presidente Tanja Pichler e Arno Kompatscher.
Bianchi attacca
Il Museion? «Ci costa 4,3 milioni l’anno per farlo funzionare e, a fronte, incassa poco più di 130 mila euro con meno di 30 mila visitatori». E qui Bianchi infierisce: «Comprese le tante scolaresche che ci entrano gratis…». L’attacco frontale dell’assessore al Patrimonio giunge a poche ore dalla visita della nuova presidente Tanja Pichler ad Arno Kompatscher, con il presidente che l’ha salutata dicendo, della sua struttura «che sia luogo di nuove prospettive per la nostra società». Certo, Bianchi ammette che la cultura non si misura con il numero di biglietti staccati, ma la valutazione complessiva non può esimersi dal considerare che, parole di Bianchi, «a molti anni dalla sua inaugurazione, Museion non ha ancora trovato una sua dimensione, visto che ci sono musei d’arte capaci di attirare pubblico e interesse».
E fa l’esempio dei giardini Trauttmansdorff a Merano – 420 mila visitatori in sette mesi l’anno – oppure Ötzi.A questo proposito l’assessore, adombrando di nuovo una ipotesi già sul terreno, cita la proposta del vicesindaco di Bolzano Stephan Konder, che proponeva uno scambio: Ötzi nell’edificio del Museion e quest’ultimo in via Museo. E ancora: 20 milioni era costato quel cubo di vetro, che oggi sarebbero almeno 30. Insomma, Bianchi giudica la performance dell’istituzione al limite del flop. Continuando su questa strada, conclude, «dovremo porci seri interrogativi rispetto a quale tipologia di mission ragionare per Museion. La nuova direttrice ha bisogno – aggiunge – di tanti auguri».I dubbi, fa sapere, non sono solo suoi. «Abbiamo convenuto in giunta, e di questa opinione molti assessori erano concordanti, che in questa via di mezzo, molto costosa ma dalla silenziosa esistenza, dovremmo in ogni caso uscire».
La nuova presidente
Tutto questo, a poche ore dall’incontro a Palazzo Widmann tra la stessa Tanja Pichler e il presidente Arno Kompatscher. La prima ha preannunciato il suo programma per il Museion: «Che sia un manifesto dell’Alto Adige aperto sul mondo». E ha aggiunto: «Il pubblico dovrà essere parte attiva». Come? Le strade sarebbero due. La prima, che eventi e format debbano essere plasmati dalle persone; la seconda, che la stessa Pichler dalla settimana prossima incontrerà il resto della giunta per avviare politiche possibilmente integrate.Che il presidente della Provincia veda faccia a faccia la presidente dà il significato anche del peso che la politica assegna al Museion, non foss’altro, come avrebbe rilevato poco dopo Bianchi, che per il volume dei contributi che ogni anno vengono stanziati per l’istituzione. A fronte di qualche asimmetria, invece, sul fronte dell’affluenza del pubblico.
Ma, pur considerando che la cultura e il suo ruolo non si misurano solo con i biglietti venduti, quello che ha riferito Tanja Pichler a Kompatscher è un disegno che prova a inserire sempre più la componente del pubblico all’interno delle sale espositive. Dunque non solo uno sforzo riguardo alle scuole, che era stato uno degli snodi della passata presidenza, ma il voler mettere a punto mostre e eventi “in quanto” sia stato coinvolto il pubblico nella loro stesura. «Che sia sempre più luogo di nuove prospettive per la nostra società e di impulso per aperture internazionali», ha sollecitato Kompatscher. Tanja Pichler, accompagnata dal direttore Bart van der Heide, ha spiegato come «il Museion non vada inteso solo come edificio, ma come spazio in grado di cogliere gli sviluppi sociali e rendere possibili in questo modo nuove visioni». Nata a Bolzano, Tanja Pichler, dopo aver studiato ingegneria gestionale all’Università Tecnica di Graz, ha lavorato per oltre due decenni nell’azienda di famiglia. Oggi opera come imprenditrice ed è impegnata nel settore culturale, tra l’altro, in qualità di presidente del festival Transart e nel direttivo delle Vbb. P.CA



