cinque candidati, tutti uomini, per la poltrona di sindaco

Il dado è tratto, la campagna elettorale teatina per le amministrative 2026 è ufficialmente iniziata. Mancava l’ultimo candidato sindaco, quello della coalizione di centrosinistra rafforzata dalle liste civiche: un nome noto, con un’esperienza politica di lungo corso, ufficializzato alla stampa alla vigilia di Pasqua.
Comincia così la lunga corsa che porterà i cittadini di Chieti alle urne, domenica 24 e lunedì 25 maggio (con il ballottaggio eventuale il 7 e l’8 giugno), per scegliere i componenti del nuovo consiglio comunale e il nuovo sindaco. Una scelta che arriva dopo anni complicati per la città, caratterizzati dalle difficoltà della pandemia, che il sindaco uscente, Diego Ferrara, si è trovato ad affrontare nel pieno della seconda fase, essendo stato eletto a ottobre 2020. Poi, spostandosi su temi prettamente più cittadini, il dissesto finanziario dell’ente, con tutte le conseguenze del caso; il dissesto idrogeologico che si fa sempre più pesante, fra sgomberi forzati e demolizioni a causa di un territorio fragile; le grandi opere finanziate con i fondi Pnrr. E, ancora, i sempreverdi temi dei servizi per i cittadini e le famiglie, la valorizzazione culturale e turistica di Chieti, fra serrande che si abbassano per sempre e virtù che non sempre si riesce a comunicare facilmente fuori dai confini cittadini e regionali.
Molti i nodi su cui dovranno confrontarsi i cinque candidati alla poltrona più importante di Palazzo d’Achille (altro tema cruciale delle ultime tre campagne elettorali, considerando che l’edificio municipale di piazza San Giustino è chiuso da esattamente 17 anni, a causa dei danni del terremoto del 6 aprile 2009). Cinque uomini si contenderanno la fascia tricolore il 24 e 25 maggio prossimi e questo è un altro tema su cui urge una riflessione di non poco conto, se è vero che di candidate sindache, almeno a Chieti, non si parla. Va detto, per dovere di cronaca, che Noi Moderati aveva proposto la candidatura dell’avvocato Monica D’Amico, stimata professionista del Foro di Chieti, portavoce del comitato Casa Comune, formato dai residenti della “zona rossa” colpita dal dissesto idrogeologico. In seguito, però, il partito di Maurizio Lupi ha fatto quadrato intorno al candidato del centrodestra.
Ma chi sono, dunque, i cinque uomini che vogliono fare il sindaco di Chieti in uno dei momenti più difficili della sua storia recente?
Il primo a presentare il suo progetto, nel mese di gennaio, è stato Alessandro Carbone, 45 anni, consulente finanziario, già consigliere comunale di maggioranza fra il 2010 e il 2015, figlio della compianta Giovanna Calignano, medico ed ex assessore della giunta Buracchio. È sostenuto da quattro liste civiche: Chieti Sceglie, Chieti al centro, Liberali per Chieti e Chieti Scalo Noi. Si presenta come l’alternativa ai due poli e propone “un progetto inclusivo, aperto, costruito insieme alle persone”, basato su 10 punti per rendere Chieti attrattiva e farla crescere.
Secondo candidato sindaco in ordine di tempo a presentarsi è stato Giancarlo Cascini, sostenuto da Chieti Bene Comune. Medico di medicina generale in pensione da poco più di un biennio, 72 anni, Cascini è stato per un breve periodo assessore in quota 5 stelle della giunta uscente. Una delega, quella alla Sanità, che il dottore ha rimesso nelle mani del sindaco appena 12 mesi dopo l’insediamento, motivando di aver dovuto scegliere fra la professione del medico e l’impegno in giunta, che gli avrebbe richiesto la pensione anticipata per potercisi dedicare nel modo adeguato.
Ha pescato dalla società civile la coalizione di centrodestra, guidata verso l’appuntamento elettorale dall’avvocato Cristiano Sicari, 60 anni, già presidente del Consiglio di amministrazione del teatro Marrucino. Un professionista assai noto anche fuori dai confini della città, che alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio prossimi sarà sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi moderati, Chieti Progetto e probabilmente da una quinta lista civica. Così, come accaduto sei anni fa, il centrodestra correrà diviso (si ricorderà che, nel 2020, Forza Italia aveva sostenuto il candidato Bruno Di Iorio, mentre il candidato del centrodestra era Fabrizio Di Stefano, sconfitto al ballottaggio da Ferrara).
Pesa, infatti, l’assenza della Lega, che sin dalle prime interlocuzioni in coalizione ha ribadito di volere un nome politico e di non accettare imposizioni calate dall’alto. E proprio per questo, il partito di Salvini corre alle urne con uno dei suoi, Mario Colantonio, 60 anni, dipendente della Provincia di Chieti, già assessore in entrambe le esperienze amministrative guidate da Umberto Di Primio, il consigliere più votato nel 2020 e nel 2015. Oltre che dalla Lega, è sostenuto da Azione Politica di Serena Pompilio, che invece alle ultime elezioni comunali faceva parte della coalizione civica guidata da Paolo De Cesare. Colantonio si propone come il “sindaco del fare”, sulla scia del compianto Nicola Cucullo, proseguendo un impegno in prima linea che ha caratterizzato i suoi assessorati.
Infine, ultimo in ordine di tempo ad aver ufficializzato il suo impegno, c’è il candidato Giovanni Legnini, 67 anni, avvocato, sostenuto da Partito Democratico, Avs, Movimento 5 Stelle, Sindaco Legnini Chieti 2026, le realtà civiche Chieti per Chieti, Polo Civico Paolo De Cesare per Legnini Sindaco, Chieti Viva (che negli ultimi cinque anni ha fatto parte dell’opposizione). Già presidente del consiglio comunale, senatore, sottosegretario, Legnini è stato proposto dal sindaco uscente Ferrara, con il quale ha incontrato partiti e liste della coalizione per la stesura del programma, che sarà presentato in un evento pubblico alla villa comunale giovedì 9 aprile.
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