Sardegna

Giovanni Antonio Sulas: il genio creativo che conquistò l’Aga Khan

NUORO – Diciotto anni fa veniva a mancare Giovanni Antonio Sulas (1911 – 2008), poliedrica figura di pittore, arredatore, designer e insegnante. Artista sensibilissimo, dotato di grande creatività riuscì sapientemente unire la creatività artigianale locale a eleganti e raffinate soluzioni per arredamento di gran classe. Pionieri del turismo in Sardegna, come l’imprenditore Giuseppe Palimodde per la creazione della residenza turistica Su Gologone, e l’Aga Khan Karim per la Costa Smeralda, che lo vollero come prezioso e insostituibile consulente. Credeva molto nelle potenzialità dei sardi, nel saper sfruttare con intelligenza le risorse frutto della loro creatività. Tutto questo fu argomento di una inedita intervista, rilasciata dal giovane Giovanni Antonio Sulas nel 1951


Giovanni Antonio Sulas nasce a Nuoro il 17 ottobre 1911 da una famiglia di estrazione agro pastorale nota come “Sor de Bosco”. Dopo gli studi primari svolti nella sua città, viste la predisposizioni artistiche si trasferisce a Roma, dove, dopo gli studi intrapresi presso il Liceo Artistico, conseguì il diploma presso l’Accademia di Belle Arti. Rientrato a Nuoro si dedicò per tanti anni all’insegnamento scolastico nelle scuole medie, insegnando educazione artistica e restando sempre vivo del ricordo di generazioni di nuoresi come il “Professore”, titolo con cui rimarrà ricordato anche in futuro. A seguito del suo rientro in città, venne coinvolto da quel positivo fermento artistico culturale locale, formato da numerosi suoi contemporanei, tra i quali: Giovanni Ciusa Romagna, Francesca Devoto e Carmelo Floris, suoi “compagni di viaggio”, artisti, da cui Sulas trarrà stimoli e spunti per una suo personale stile artistico, uno stile che lo contraddistinguerà per tutto il su percorso di pittore.

Sulas negli anni 1950 (foto Fondazione Sulas)

Sulas negli anni 1950 (foto Fondazione Sulas)

Tra gli Trenta e Quaranta, durante la sua permanenza barbaricina, il giovanissimo Professore entrò in contatto col grande pittore sassarese Giuseppe Biasi, considerato il suo mèntore, con cui ebbe occasione di visitare le Biennali di Venezia. Pittore raffinato e riflessivo, Sulas non soffrì certo per esibizionismo della sua arte, non esponendo mai i suoi lavori (salvo una rarissima occasione nel 1942), intendendo l’arte non come oggetto di pubblico mercimonio, ma piuttosto come un rapporto privato con l’acquirente (o il donatore, a qui era spesso l’opera era destinata – n.d.a.) che capiva e gradiva l’opera stessa. Un’artista scevro da correnti e compromessi. Tutto questo, come scrisse di lui il dott. Mario Corda (cultore di storia e arte nuorese), portò “l’impressione che la sua arte non sia stata a Nuoro ben percepita. Addirittura era considerato dai più un semplice dilettante, nel campo della pittura; e questo perché al Sulas non venne mai in mente di organizzare alcuna mostra delle proprie opere e perché la sua arte, al di fuori di un superficiale giudizio attinente alla ripetitività del soggetto figurativamente rappresentato, non era catalogabile in alcuna delle scuole pittoriche conosciute”.

Sulas sul set. de L'Edera, a Oliena, nel 1950 (foto Fondazione Sulas)

Sulas sul set. de L’Edera, a Oliena, nel 1950 (foto Fondazione Sulas)

Artista geniale e poliedrico, nel 1950 il regista Augusto Genina si avvalse della sua preziosa collaborazione di profondo conoscitore di tradizioni, usi e dei manufatti sardi, per l’ambientazione del film Edera, e nel 1958 ai suoi preziosi consigli e suggerimenti ricorse anche il noto regista Mario Landi per lo sceneggiato televisivo “Canne al vento”, tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Deledda, prodotto dalla RAI nel 1958. Al particolare interesse di Giovanni Antonio Sulas per la pittura e il disegno, va aggiunto anche quello rivolto al settore dell’arredamento, che lo vide nella veste di raffinato arredatore e designer, creatore di oggetti di produzione artigianale grazie anche alla collaborazione con la realtà produttiva e artistico-artigianale del luogo (tessitrici, falegnami, cestai e ricamatrici).

Una natura morta e un arredo di Sulas (foto Fondazione Sulas)

Una natura morta e un arredo di Sulas (foto Fondazione Sulas)

Il nome di Giovanni Antonio Sulas resta indissolubilmente legato al suo particolare segno della sua intelligente creatività lasciato in edifici iconici, come nella residenza turistica di Su Gologone di Oliena, dove mise la sua grande creatività a disposizione di Peppeddu Palimodde, pioniere del turismo in Sardegna che lo chiamò nel 1961 per contribuire in modo determinante alla realizzazione dell’omonimo ristorante. Nel 1963, dal canto suo, il principe Karim Aga Kham, allora alle prese con la neonata Costa Smeralda, vide in Giovanni Antonio Sulas il consulente adatto per l’arredamento dell’Hotel Cala di Volpe e l’Hotel Pitrizza, che lavorò in piena sintonia, inserendo elementi tipici della creatività artigianale sarda con il Principe, vista il suo particolare interesse e rispetto della sua residenza turistica inserita in terra sarda.


E sull’importanza della creatività dei sardi, una inedita testimonianza audio, rilasciata da Giovanni Antonio Sulas nel 1951, dove l’artista, che, nella intelligente creatività degli artigiani sardi ha sempre creduto, tanto da farne oggetto della sua attività artistica, lancia un’ appello, che vuole essere uno stimolo rivolto agli stessi sardi per uno sfruttamento con intelligenza delle loro risorse e delle loro potenzialità.


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