Liguria

l’ultimo bizzarro divieto del Comune di Sestri Levante  – Lavocedigenova.it


Dopo il divieto di stendere i panni e il divieto di sputare per terra (e altri 97 divieti dello stesso genere ricompresi in una ordinanza sindacale del 2025) , arriva il divieto di arrampicarsi sugli alberi.

Sestri Levante, la ‘città dei due mari’ si prepara ad accogliere un’ondata di turismo e proprio oggi, alla vigilia della Pasqua, sugli alberi della piazza sono comparsi i cartelli “Non arrampicarsi sugli alberi” inchiodati ai tronchi dei lecci, robusti alberi utilizzati spesso nelle zone verdi cittadine con un grosso tronco che non offre appigli tanto che per la cura della chioma e la potatura gli esperti utilizzano tecniche di free climbing.

Sul resto della passeggiata a mare si trovano cespuglietti di pitosforo e alberelli di tamerici, sui quali, anche volendo, arrampicarsi risulta tanto inutile quanto impossibile.
“Il sindaco deve pensare che siamo delle scimmie” ha commentato un sestrese appena visti i cartelli che riportano il divieto in italiano e in inglese. Cartelli che offrono anche la spiegazione del motivo per cui non ci si può arrampicare sui lecci: “Questo segnale indica che non ci si può arrampicare sugli alberi perché il ramo si può spezzare e voi cadreste battendo la testa”.

A stretto giro è arrivata la replica da parte del Comune di Sestri Levante: “Nell’ambito delle consuete verifiche settimanali previste dal Piano di Gestione del Rischio Arboreo, il professionista agronomo incaricato dal Comune ha provveduto all’aggiornamento del censimento e delle schede descrittive delle piante presenti sul territorio comunale. Durante il sopralluogo, avendo osservato alcuni ragazzi arrampicarsi sugli alberi, l’agronomo ha ritenuto opportuno adottare una misura precauzionale immediata, disponendo il posizionamento di numero cinque cartelli di divieto su altrettante piante di tamerici che, sulla base della valutazione tecnica, risultano non idonei a sopportare pesi impropri”.

“Si tratta pertanto – conclude la nota – principalmente di un intervento di tutela della pubblica incolumità nonché di salvaguardia del patrimonio arboreo”.




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