Inchiesta dfratti nel Pesarese, la relazione con l’inquilina da mandare via e il timore degli arrestati di essere intercettati

PESARO Sesso in cambio dell’allungamento dei tempi delle procedure di sfratto. Emergerebbe questo sistema, ancora tutto da verificare va sottolineato, tra le ipotesi accusatorie nell’ambito dell’inchiesta che vede il dirigente Unep Gennaro Franchini 65 anni e il funzionario Amedeo Trotta 61 anni, ai domiciliari con le accuse di tentata concussione, rifiuto di atti d’ufficio e nei confronti di Trotta anche di falso in atto pubblico. Ma il legale di Trotta, Gabriele Gallo del foro di Santa Maria Capua Vetere, è pronto a smontare le accuse.
Tutto è partito dalla denuncia di un avvocato, Ettore Fabiani, legale della famiglia proprietaria dell’immobile, che sostiene di avere ricevuto condotte intimidatorie orientate a bloccare o comunque rallentare una procedura di sfratto in corso consentendo così all’inquilina, che non è coinvolta nell’indagine, di rimanere nella casa che avrebbe invece dovuto lasciare.
Il contesto
La donna, 40enne con due figli minori, aveva una relazione con Trotta, documentata da intercettazioni telefoniche e immagini di videosorveglianza che vedevano l’ufficiale giudiziario entrare più volte in casa a Tavullia. Ma il funzionario capisce che sta camminando sulle uova e che la situazione in cui si è spinto è scivolosa. Trotta fa sapere alla donna che non può andare a trovarla tutti i giorni e che rischia il posto di lavoro e di trovarsi in brutti guai. Un rapporto che, per la procura, impedirebbe all’ufficiale l’obbligo di agire con imparzialità e di essere consapevole delle proprie condotte illecite, come emergerebbe dalle intercettazioni. Sarebbe a questo punto che anche Gennaro Franchini, il suo dirigente di riferimento, avrebbe capito della relazione tra i due, tanto da fare a Trotta delle battute provocatorie su altre donne. Ma Trotta commenta che non avrebbe ceduto alle avances come controproposte allo sfratto. Circostanze delicate che corrono su un filo grigio e di questo risvolto entrambi ne sono consapevoli, sospettosi, timorosi, tanto che gli stessi indagati ipotizzavano la presenza di microspie e telecamere negli uffici, preferendo spostare le chiamate dal telefono su piattaforme più sicure come whatsapp per non essere non essere intercettati. Mercoledì è fissato l’interrogatorio di garanzia di Franchini e Trotta.
Stato d’animo
«Dimostreremo – afferma l’avvocato Gallo – che non c’è stata condotta contraria ai doveri di ufficio da parte di Trotta, lo sfratto non poteva essere eseguito in quanto c’era un problema di collocamento dei minori, con tanto di riscontro del Comune. La procedura è stata fatta senza ritardi, non ci sono danni per la pubblica amministrazione, né per la presunta persona offesa. Parliamo poi di un rinvio dal 10 al 19 dicembre, 9 giorni? Se avesse voluto avvantaggiare qualcuno, l’avrebbe dato a 5 mesi. Trotta non ha mai avuto condotte di costrizione contro l’avvocato Fabiani». Infine un cenno allo stato d’animo del suo assistito: «E’ incensurato, non ha mai avuto problemi, ora si trova a gestire l’inchiesta e l’impatto di immagine negativo che ne consegue. E’ provato e dispiaciuto, si sente denigrato, ma siamo pronti a dimostrare la buona fede e la condotta integerrima avuta. Ha ricevuto anche manifestazioni d’affetto da tanti colleghi in tribunale».




