Prof calabrese salva un ragazzo: “Ma non chiamatemi eroe”
Istinto e prontezza di riflessi, a volte, possono salvare la propria vita o quella degli altri. Ne sa qualcosa il prof. Antonio Salvatore Muzzupappa, 51 anni, originario di Nicotera e dal 2004 trasferito a Bergamo dove, attualmente, presta servizio all’Itis “Paleocapa” di via Gavazzeni, uno delle più importanti scuole superiori di quella città con oltre 1400 alunni e 64 classi. Improvvisamente, infatti, s’è ritrovato al centro della cronaca nazionale per un gesto che gli rende onore e che inorgoglisce il suo paese natìo e non solo.
Tutto accade a inizio settimana. Sono le 11,10 e il prof. Muzzupappa ha appena iniziato la sua lezione di Storia in una prima classe del Biennio, al terzo piano dell’istituto. Un ragazzo, risultato poi maggiorenne e alunno di un altro istituto, bussa alla porta e, senza aspettare alcuna autorizzazione, entra nell’aula e si dirige verso un banco dov’è seduta un’alunna, sua ex fidanzata. A quel punto «ho intuito che qualcosa non andava – racconta il docente nicoterese – e, notando che da un tasca dei pantaloni del ragazzo veniva fuori una sorta di manico in legno, poi rivelatosi un coltellino artigianale, mi sono immediatamente avvicinato. Lo studente – prosegue – senza dire nulla, sale sul davanzale e si tuffa a testa in giù nel vuoto. D’istinto riesco ad afferrarlo per le gambe e a trattenerlo, mentre cerca di divincolarsi. Urlo, chiedo aiuto, mentre la presa comincia ad allentarsi; il peso da reggere non è poco. Sono momenti terribili. In soccorso, fortunatamente, arrivano un collaboratore scolastico e un docente della classe a fianco. In tre riusciamo a recuperare il ragazzo e a riportarlo all’interno dell’aula mentre ancora prova a svincolarsi. L’incubo finisce».
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