Economia

Terremoti e alluvioni, quanto costa la polizza obbligatoria per le imprese: Emilia Romagna in testa

MILANO – Assicurare l’azienda per i possibili danni di un terremoto o un’alluvione costa in Emilia Romagna quasi quattro volte quel che si paga in Sardegna: la mediana del premio pagato dalle imprese che già hanno sottoscritto contratti “cat nat” è di 385 euro nel primo caso, di 106 nel secondo. Nel complesso della Penisola, il prezzo mediano è di 202 euro.

Con aprile è scattato per tutte le imprese (bar, ristoranti e hotel inclusi) l’obbligo di dotarsi di questi strumenti di protezione. E l’Ivass ha pubblicato in settimana un utile strumento di confronto dei prezzi, in attesa che debutti – entro la fine dell’anno – il vero e proprio calcolatore dei premi, sulla scia di quello che già esiste per la rc Auto.

I dati messi a disposizione dall’Autorità del settore assicurativo consentono intanto di fare alcune considerazioni sui costi. Ma danno anche indicazioni (per quanto di massima) utili alle imprese che si ritrovano alle prese con questo nuovo obbligo, che se da un lato prevede sanzioni blande è rilevante per l’accesso agli incentivi pubblici.

Copertura al 13%

Vediamo intanto i numeri che emergono dalla ricognizione. I contratti censiti sono quasi 570mila (a un contratto corrisponde un’azienda): considerando i circa 4,5 milioni di imprese esistenti in Italia (al netto di quelle agricole escluse dall’obbligo), torna dunque quel 12-13 per cento di copertura di cui si è fin qui parlato stando alle fonti di mercato del settore.

Tra gli addetti ai lavori si registra un’accelerazione legata alle nuove norme, nell’ordine di un “per tre” delle coperture, ma la strada da fare è ancora lunga.

Alcune precisazioni sui dati. Nel censimento rientrano contratti “vecchi”, sottoscritti prima degli obblighi di norma e che vengono considerati sufficienti, fino alla loro scadenza, per assolvere quanto prescrive la legge anche se coprono da uno solo dei cinque rischi previsti dalla normativa. Questi, ricordiamolo, riguardano sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni.

Altra avvertenza da considerare è che i dati riguardano contratti per definizione molto diversi da loro: alle piccole imprese le compagnie tendono a proporre contratti standardizzati, ma a quelle più strutturate vengono offerte coperture molto personalizzate. Caratteristiche e valore dei beni assicurati, clausole contrattuali, franchigie, scoperti, esclusioni: sono tutte variabili molto sensibili nel definire il costo finale di una polizza.

Il territorio di appartenenza è la prima grande discriminante. Non a caso la gradazione dei costi ripercorre le mappe del rischio idrogeologico italiano, e la sensibilità sembra maggiore rispetto a quello sismico: Emilia Romagna in testa, dicevamo, poi Umbria, Veneto e Marche, Friuli e Calabria. Indicazione utile, ma poi bisogna considerare che all’interno di un singolo territorio il terreno, fabbricato, impianto o macchinario assicurato possono avere un rischio intrinseco molto diverso. Per intendersi: un conto è assicurare uno stabilimento che sorge sull’argine di un fiume a rischio esondazione, un conto è coprire lo stesso impianto che sorge a poche centinaia di metri, ma su una collina.

Nel complesso l’area del Nord-Est è sensibilmente la più “cara” con 307 euro di premio mediano.

Si può anche stilare una classifica del premio mediano per 10mila euro di valore assicurato: a fronte di una media nazionale di 7,15 euro, in questo caso a primeggiare è la Calabria con oltre 14 euro.

Come valutare il proprio premio

Utile alle imprese è la maschera offerta dall’Ivass che permette di inserire la provincia di appartenenza e la fascia di valore dei beni assicurati. Nella maschera si trovano le informazioni del range di prezzi che stanno tra il 20esimo e l’80esimo percentile: più della metà dei contratti (il 60%) di quel determinato territorio e in quella fascia di valore assicurato si trova dunque in quell’intervallo. Il messaggio per l’imprenditore è: se il tuo premio si avvicina a quella cifra, sei nella media.

Ma è anche disponibile il dato del 95esimo percentile, che segnala il massimo rischio (e relativo costo) per quella tipologia di assicurazione. Qui il ragionamento da fare è duplice. Se ci si ritrova in questa fascia pur essendo a rischio medio, meglio chiedere a un collega quanto paga o un secondo preventivo. Attenzione, però, perché se dal confronto con altri preventivi viene confermato il premio, probabilmente è la percezione del proprio livello di rischio ad essere “sballata”. Fattore che merita una riflessione e auspicabilmente misure di prevenzione.


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