Scienza e tecnologia

Raspberry Pi, aumenti di prezzo in vista: arriva il nuovo modello da 3 GB

Chi usa Raspberry Pi per progetti, server casalinghi o piccoli sistemi “fai da te” si trova davanti a una novità poco piacevole: la memoria costa molto di più rispetto a un anno fa. Il risultato è una serie di aumenti di prezzo sui modelli più dotati di RAM, con un impatto concreto su chi punta alle configurazioni più spinte.

Allo stesso tempo, la fondazione prova a contenere i danni introducendo una nuova variante di Raspberry Pi 4 da 3 GB e mantenendo stabili i prezzi dei modelli più economici e di alcune schede storiche. Il messaggio è chiaro: conviene scegliere con attenzione quanta memoria serve davvero, invece di salire automaticamente al taglio superiore.

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Nuovo Raspberry Pi 4 da 3 GB: perché arriva adesso

La novità più concreta è il nuovo Raspberry Pi 4 con 3 GB di RAM, proposto a 83,75 dollari (circa 78-80 euro al cambio, tasse escluse). Questa versione si inserisce tra i tagli da 2 GB e 4 GB, offrendo una via di mezzo per chi ha bisogno di qualcosa in più ma non vuole pagare il salto completo alla configurazione superiore.

L’obiettivo dichiarato è evitare che gli utenti paghino memoria in eccesso rispetto alle esigenze reali del progetto. In un contesto in cui la LPDDR4 costa circa sette volte più di un anno fa, introdurre densità intermedie diventa un modo per contenere il budget senza rinunciare alle prestazioni di base.

Aumenti di prezzo: quali Raspberry Pi costano di più

Gli aumenti riguardano soprattutto i prodotti con 4 GB di RAM o più, sia nel mondo Raspberry Pi “classico” sia nei moduli per integrazione industriale. Le maggiorazioni comunicate sono fisse, non in percentuale, e cambiano in base alla quantità di memoria.

Per le schede Raspberry Pi 4 e 5:

  • 4 GB: aumento di 25 dollari (circa 21 euro)
  • 8 GB: aumento di 50 dollari (circa 43 euro)
  • 16 GB (solo Raspberry Pi 5): aumento di 100 dollari (circa 86 euro)

Per i Raspberry Pi 500 e 500+:

  • Raspberry Pi 500 (solo unità e kit): aumento di 50 dollari (circa 43 euro)
  • Raspberry Pi 500+ solo unità: aumento di 150 dollari (circa 129 euro)
  • Raspberry Pi 500+ kit: aumento di 150 dollari (circa 129 euro)

Per chi lavora con i Compute Module e accessori dedicati:

  • Compute Module 4 e 4S 1 GB: aumento di 11,25 dollari (circa 10 euro)
  • Compute Module 4, 4S, 5 2 GB: aumento di 12,50 dollari (circa 11 euro)
  • Compute Module 4, 4S, 5 4 GB: aumento di 25 dollari (circa 21 euro)
  • Compute Module 4, 4S, 5 8 GB: aumento di 50 dollari (circa 43 euro)
  • Compute Module 5 16 GB: aumento di 100 dollari (circa 86 euro)
  • Development Kit per Compute Module 5: aumento di 25 dollari (circa 21 euro)
  • Raspberry Pi AI HAT+ 2: aumento di 50 dollari (circa 43 euro)

In pratica, più RAM significa un rincaro più marcato.

Per chi usa Raspberry Pi in ambito professionale o per progetti complessi, questi numeri rischiano di pesare in modo sensibile sui costi complessivi.

Cosa non aumenta (e resta interessante per chi vuole risparmiare)

Nel quadro degli aumenti, restano però alcuni prezzi invariati che diventano automaticamente più interessanti per chi cerca un rapporto costo/prestazioni equilibrato. La fondazione conferma che il Raspberry Pi 400 con 4 GB di RAM rimane a 60 dollari (circa 53 euro), una cifra ancora competitiva per un piccolo computer integrato nella tastiera.

Restano stabili anche i modelli Raspberry Pi 4 e 5 con 1 GB e 2 GB di RAM, con prezzi compresi tra 35 e 65 dollari (tra 30 e 56 euro al cambio attuale). Per molti utilizzi leggeri (domotica, piccoli server, progetti didattici) queste configurazioni continuano a bastare, a patto di non esagerare con applicazioni pesanti e multitasking.

Ancora più interessante, nessun aumento tocca i cosiddetti prodotti “classici”, che usano memoria LPDDR2, meno costosa e ancora disponibile in grandi quantità a magazzino. In questa categoria rientrano:

  • Raspberry Pi Zero, Zero W e Zero 2 W
  • Raspberry Pi 1, 3, 3B+ e 3A+
  • Compute Module 1 e 3+

Queste schede restano in produzione, continuano a ricevere aggiornamenti software e vengono ancora impiegate in tanti progetti nel mondo.

Per molte applicazioni embedded o per chi non ha bisogno dell’ultima generazione, possono rappresentare una scelta più sensata rispetto ai modelli nuovi rincarati.

Memoria “giusta” e scenari futuri

Il messaggio che arriva da Raspberry Pi è piuttosto diretto: in questa fase conviene dimensionare con cura memoria e potenza di calcolo, invece di scegliere d’istinto il modello con più RAM “per stare larghi”. Tra vecchie generazioni ancora supportate, varianti da 1 GB e 2 GB, e il nuovo Pi 4 da 3 GB, esistono diverse opzioni per evitare di pagare capacità inutilizzata.

La fondazione parla di una situazione difficile ma temporanea: i prezzi della LPDDR4 non resteranno così alti per sempre e, quando il mercato tornerà su livelli più normali, l’intenzione dichiarata è di annullare gli aumenti introdotti ora.

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