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Il seggiolino eiettabile, la fuga e i principi SERE: così i piloti dell’F-15 possono evitare la cattura

Ogni ora diventa fondamentale per salvare uno dei due membri dell’equipaggio dell’F-15 Usa abbattuto in Iran. Uno è già stato salvato e curato, ma un secondo risulta ancora disperso. Ma cosa deve fare chi si trova in quelle situazioni? Il New York Times ha pubblicato un breve vademecum su cosa succede non appena un caccia viene preso di mira.

L’F-15 prevede due membri di equipaggio, il pilota e l’ufficiale addetto ai sistemi d’arma. In generale poloti e operatori vengono addestrati secondo il cosiddetti principi SERE, acronimo di Sopravvivenza, Evasione, Resistenza e Fuga. Uno schema da seguire nel caso in cui un aereo militare statunitense venga abbattuto in territorio ostile. Come ha spiegato l’ammiraglio William J. Fallon, al Times, le fasi salienti sono tre:

  1. Eiettarsi in sicurezza dal caccia col paracadute
  2. Una volta a terra il pilota deve trovare un posto sicuro dove scappare e usare la radio in dotazione per comunicare la sua posizione
  3. Attendere in una posizione di sicurezza l’arrivo del commando per il salvataggio

Lo U.S. Central Command ha a disposizione diverse task force per le operazioni di soccorso e salvataggio sia in Iraq che in Siria. Fallon ha poi spiegato che “supponendo che si siano eiettati, potrebbero essere vivi da qualche parte a terra. Il fattore determinante”, ha aggiunto, “è l’orario. Probabilmente siamo vicini al tramonto, il che è un bene, poiché di notte le nostre squadre di ricerca e soccorso godono solitamente di un vantaggio”.

Intervistata dalla Cnn, l’ex pilota di caccia Amy McGrath ha spiegato che i piloti del caccia abbattuto hanno partecipato a un corso di sopravvivenza come parte dell’addestramento, e ricorda che anche l’essere eiettato è “un’esperienza molto violenta per il corpo”. “Ma se rimani vivo, sei addestrato a come comunicare con le squadre di ricerca e soccorso che sai che stanno per arrivare – ha aggiunto – Credo che questa sia una cosa di cui siamo fieri noi dell’aeronautica militare: abbiamo amici che ci verranno sempre a cercare”.

Ad aiutare potrebbe essere la stessa conformazione dell’Iran. Il Paese ha vasti territori remoti, che forniscono diversi punti per creare nascondigli di fortuna, magari in zone montuose, con boscaglia e lontane da centri abitati. Chiramente ci si trova difronte a una situazione complessa e a pesare può essere l’assenza di acqua e cibo, eventuali ferite e squadre di cattura.

Nel caso in cui i pasdaran dovessero riuscire a prendere uno dei due membri del F-15 gli ufficiali sono addestrati a resistere per fronteggiare situazioni di stress estremo come interrogatori ed eventuali torture durante la prigionia.


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