Marche

«Ostacolato in più occasioni e minacciato»


PESARO Parla di «pressioni» e «minacce». Lui è Ettore Fabiani, giovane avvocato del foro di Pesaro. Ha 32 anni ed è il legale da cui è partita l’inchiesta che ha portato alle misure cautelari per i pubblici ufficiali dell’Unep Amedeo Trotta e Gennaro Franchini. Dopo mesi di atti e “ostacoli”, ha denunciato tutto. «Ho fatto quello che dice la legge e il codice deontologico degli avvocati. Siamo i primi interlocutori verso i cittadini e ho portato avanti le pratiche secondo la legge». Facciamo un passo indietro. 

Ricapitolando

«Le proprietarie dell’appartamento mi hanno contattato perché l’inquilina era morosa, non pagava l’affitto e volevano indietro l’immobile. Abbiamo iniziato le procedure tenendo conto della situazione della donna in affitto e di tutte le valutazioni da fare, rispettando il termine di grazia». Nella procedura di sfratto per morosità è un periodo di tempo (solitamente fino a 90 giorni) concesso dal giudice al conduttore ad uso abitativo per sanare l’intero debito (canoni, oneri accessori, interessi e spese legali) e bloccare lo sfratto. Superato anche quel periodo si è arrivati alla fase esecutiva. «Ci sono state gravi irregolarità negli atti, non mi sono state comunicate le date dell’esecuzione, mi chiedevano atti idonei e c’erano. Sono stati annullati degli accessi. Ho ricevuto delle pressioni, rivolte anche a miei colleghi e parenti: mi dicevano che non dovevo portare avanti quello sfratto. Mi è stato detto che sarei stato denunciato per violazione di domicilio durante un accesso all’immobile. Ma ero accanto all’ufficiale giudiziario, quindi non stavamo commettendo alcun illecito. Sono stato ostacolato più volte, con minacce di denunce e pressioni. Mi è stato chiesto anche di trovare un accordo conciliativo, ma io dovevo rispondere del mandato delle clienti di riavere la casa». Le date di esecuzione si sono susseguite. «Il giudice dell’esecuzione aveva fissato lo sfratto per il 20 marzo, ma questo è stato rinviato d’ufficio al 22 aprile, contro l’ordine del giudice».

Il quadro accusatorio

Di qui l’esposto e la denuncia di quanto stava accadendo che ha portato all’apertura dell’indagine. Il procuratore capo Marco Mescolini, nel comunicato stampa, evidenzia: «E’ stata valutata, inoltre, la presenza di un grave quadro di abuso, realizzato anche con minacce, finalizzato a ritardare o compromettere l’esecuzione di provvedimenti giudiziari». L’accusa per i due è di tentata concussione, rifiuto di atti d’ufficio e per Trotta anche di falso in atto pubblico. Fabiani chiude: «Sono fiducioso nel tribunale e nella giustizia, fermo restando presunzione di innocenza. Ho agito secondo il codice deontologico. Sono giovane, ma non potevo voltarmi dall’altra parte».




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