Privatizzazione Ente Bacini, il no dei sindacati: “Pronti a mobilitarci per difendere un sistema che funziona”

Genova. Si torna a parlare privatizzazione per Ente Bacini, la società controllata dall’Autorità di sistema portuale che gestisce le cinque vasche di carenaggio del porto di Genova in cui operano oltre 3mila lavoratori delle riparazioni navali. I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti ribadiscono “con assoluta fermezza” la loro totale contrarietà a qualsiasi ipotesi in tal senso e annunciano una possibile mobilitazione.
“Una realtà che rappresenta un presidio fondamentale per il lavoro, per il territorio e per la qualità del servizio – spiegano le sigle -. L’attuale configurazione societaria ha dimostrato nei fatti di funzionare: bilanci solidi, continuità delle commesse, gestione equilibrata degli spazi e garanzia di un servizio equo e accessibile. Non siamo di fronte a un modello da mettere in discussione, ma a un sistema che produce risultati concreti e misurabili. Sono inoltre previsti e coperti gli investimenti necessari per il ripristino dei bacini e per il miglioramento dell’infrastruttura, a conferma di una gestione responsabile e orientata al futuro. La concessione quadriennale consente una corretta gestione degli ammortamenti e garantisce quella continuità operativa indispensabile sia alla qualità del servizio sia alla stabilità occupazionale”.
Alla luce di questi elementi, i sindacati ritengono” del tutto ingiustificata e inaccettabile qualsiasi ipotesi di privatizzazione”. Privatizzare Ente Bacini significherebbe “mettere a rischio un equilibrio che oggi tutela lavoro, competenze e territorio, subordinando un servizio strategico a logiche di profitto che, per loro natura, non garantiscono né equità né continuità”. Per queste ragioni Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti “non sono disponibili ad avallare percorsi di privatizzazione, né diretti né mascherati, e considerano tale prospettiva una scelta grave e sbagliata”.
“Chi ha responsabilità istituzionali deve assumersi fino in fondo il compito di tutelare un’infrastruttura strategica per il territorio, salvaguardando l’interesse pubblico e il lavoro, e non aprire la strada a operazioni che rischiano di comprometterne il futuro”, concludono le organizzazioni sindacali ribadendo la disponibilità al confronto, ma annunciando una ferma opposizione alla privatizzazione “mettendo in campo tutte le iniziative necessarie, anche di mobilitazione, a difesa dei lavoratori, del servizio pubblico e del ruolo strategico di Ente Bacini”.
Anche il Pd genovese è intervenuto nelle scorse ore chiedendo chiarezza: “Guardiamo con preoccupazione alle ipotesi di privatizzazione, perché si tratta di un presidio strategico che ha un valore rilevante per il sistema produttivo genovese – dichiara Francesco Tognoni, segretario metropolitano -. Per questo riteniamo necessario che ci sia la massima chiarezza sulle intenzioni e sulle prospettive industriali, occupazionali e operative che riguardano questa struttura”. Per il Pd Genova la direzione da seguire dovrebbe essere quella di rafforzare e non indebolire gli strumenti strategici a servizio del sistema produttivo e portuale della città: “Proprio per questo guardiamo con preoccupazione a un’ipotesi di privatizzazione su un asset così rilevante per Genova, che richiede scelte attente e pienamente orientate alla tutela dell’interesse pubblico”




