Gabriele Gravina si dimette da presidente della Figc
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Gabriele Gravina ha ufficialmente rassegnato le dimissioni dalla sua carica di presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) a partire da oggi, giovedì 2 aprile. La sua decisione segue le recenti delusioni della Nazionale, che ha visto sfumare la qualificazione ai Mondiali per la terza volta consecutiva dopo la sconfitta nei playoff contro la Bosnia. La notizia rappresenta un cambiamento significativo nella governance del calcio italiano, che si trova ora di fronte a nuove sfide e opportunità .
Durante una riunione con i presidenti delle diverse componenti federali, Gravina ha comunicato la sua decisione e ha annunciato l’indizione di un’Assemblea Straordinaria Elettiva della Figc, programmata per il 22 giugno a Roma. La scelta di questa data è stata fatta nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire una transizione fluida alla nuova governance, che dovrà occuparsi della procedura di iscrizione ai prossimi campionati professionistici.
Il comunicato della Figc ha chiarito i dettagli dell’incontro, evidenziando che Gravina ha espresso gratitudine verso le componenti per il supporto ricevuto, sia in forma pubblica che privata. Inoltre, ha confermato la sua disponibilità a partecipare a un’audizione presso la Camera dei deputati, in programma per l’8 aprile. In questa occasione, Gravina fornirà una relazione dettagliata sullo stato del calcio italiano, affrontando le problematiche e le opportunità del movimento calcistico, così come sottolineato nella conferenza stampa successiva alla partita della Nazionale a Zenica del 31 marzo.
Tuttavia, Gravina ha anche espresso rammarico per come sono state interpretate alcune sue dichiarazioni riguardo alle differenze tra sport dilettantistici e professionistici. Ha chiarito che le sue parole non intendevano offendere nessuna disciplina, ma volevano piuttosto evidenziare le diverse normative e regolamentazioni che governano questi ambiti. Ha anche fatto riferimento alla necessitĂ di una governance adeguata e di un rispetto delle leggi nazionali e internazionali da parte dei club professionistici.
La successione di Gravina si preannuncia un tema centrale nei prossimi mesi. Tra i candidati più accreditati emerge il nome di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, che ha recentemente ottenuto successo con l’organizzazione delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Il suo profilo è sostenuto dalla Serie A; infatti, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha espresso pubblicamente il suo endorsement, sottolineando l’importanza di avere un leader competente e umile alla guida del calcio italiano.
Altri nomi in corsa per la successione includono Giancarlo Abete, giĂ presidente della Figc dal 2007 al 2014, e Matteo Marani, attuale presidente della Lega Pro. Demetrio Albertini, sostenuto dal mondo dei calciatori, e Michele Uva, recentemente nominato Executive Director of Euro 2032 Italia, completano un quadro di candidati diversi per esperienze e approcci.
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Il panorama del calcio italiano si trova dunque a un bivio cruciale. Le dimissioni di Gravina, per quanto frutto di una situazione complessa, offrono l’opportunità di un rinnovamento che potrebbe portare a una nuova stagione per il movimento calcistico. La prossima Assemblea Straordinaria del 22 giugno rappresenterà un momento decisivo per definire il futuro della Figc e, di conseguenza, del calcio italiano nel suo complesso. Le scelte che verranno fatte in quella occasione saranno fondamentali per riallacciare il legame tra la Nazionale e i suoi tifosi, in attesa di una rinascita che tutti auspicano.
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