Lazio

tragedia sfiorata in viale Trenta Aprile

Un boato sordo, lo schianto del legno sulla lamiera e il buio improvviso. Erano circa le 20:00 di mercoledì 1 aprile quando un pino di grandi dimensioni si è spezzato alla base in viale Trenta Aprile, la strada panoramica che domina il quartiere Trastevere.

Il bilancio è pesante in termini di danni materiali, ma fortunatamente nullo sul fronte dei feriti, anche se il destino ha giocato un ruolo fondamentale.

La dinamica: salvo per un istante

L’albero è piombato violentemente su un camper Ford parcheggiato lungo il viale, accartocciandolo come una lattina. Nello stesso istante, una Fiat Panda che transitava in direzione via Calandrelli è stata centrata dai rami più esterni: l’automobilista al volante, pur sotto shock, ne è uscito incredibilmente illeso.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e gli agenti del I Gruppo Centro della Polizia Locale, che hanno dovuto chiudere il tratto stradale tra via Calandrelli e via Ulisse Seni per permettere la messa in sicurezza e il monitoraggio degli altri fusti adiacenti.

L’allarme sociale: «Poteva essere una strage»

Il crollo ha riacceso i riflettori su una ferita aperta della zona: la presenza stanziale di roulotte e camper trasformati in abitazioni di fortuna per senza fissa dimora.

“La tragedia è stata evitata per un pelo”, attacca la consigliera capitolina di Fratelli d’Italia, Francesca Barbato. “Il camper distrutto era fortunatamente vuoto, ma poco più avanti ce n’era uno occupato. Cosa sarebbe successo se l’albero fosse caduto lì?”.

Secondo la consigliera, la situazione di viale Trenta Aprile è nota da tempo e segnata da degrado, rifiuti e insicurezza. “A gennaio 2026 avevo già allertato il I Municipio, il Dipartimento Sociale e la Polizia Locale, ma nulla si è mosso. Si continua a tollerare una situazione indegna di Roma Capitale”.

L’appello al Campidoglio

L’opposizione punta il dito contro gli assessori al Patrimonio e alle Politiche Sociali, Zevi e Funari, chiedendo un intervento tempestivo: lo sgombero delle roulotte parcheggiate da anni e il ricollocamento protetto delle persone che vi abitano.

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