Piemonte

“Una situazione grave con incidenti e autolesionismo all’ordine del giorno” – Torino Oggi


Come Partito Democratico,  su iniziativa dei Giovani democratici, stiamo portando avanti dallo scorso anno, ovvero dalla riapertura del CPR di corso Brunelleschi, incontri ispettivi cadenzati, per verificare costantemente le condizioni del centro di detenzione”. Così le consigliere regionali del Pd, Nadia Conticelli e Laura Pompeo, insieme a Francesca Troise, Presidente Circoscrizione 3.

“Questa mattina alla Presidente Troise e alle due Giovani democratiche che erano con noi non è stato consentito l’accesso al centro, sulla base  di un’interpretazione della normativa nazionale. Dalla Prefettura ci è stato fissato un incontro per chiarire quanto accaduto questa mattina, soprattutto in relazione alla mancata autorizzazione per la Presidente Troise, membro a pieno titolo del Tavolo sicurezza territoriale della Prefettura.  Vogliamo comprendere per essere certe che venga garantita la massima trasparenza sulla situazione all’interno della struttura e  rispetto alla nostra facoltà ispettiva.

“Il centro resta un limbo permanente, dove gli atti autolesionistici  sono quotidiani, dall’ingestione di shampoo a quella di batterie o accendini. Il tema della salute mentale è urgente in un centro dove le vite sono sospese,  senza attività e con un grado di alienazione altissimo. “Questa mattina un ragazzo era scivolato uscendo dalla doccia e si attendeva l’ambulanza, mentre un altro stava rientrando dopo un rimpatrio non andato a buon fine. Normale ordinarietà fra i 48 ristretti, su una capienza ridotta da 70 a 50 posti letto per i numerosi incendi che hanno messo fuori uso diversi dormitori. Ad oggi solo due strutture su sei sono aperte.

“Recentemente sono entrate due persone affette da diabete; una di queste presentava una condizione particolarmente grave, per cui è stata inviata in ospedale. L’altra è all’interno del centro sotto osservazione.

“Vi sono due ragazzi nati nel 2007, uno di questi è appena uscito dall’ospedale dopo aver ingerito dello shampoo. 
“Il personale dell’ente gestore Sanitalia Service conta una cinquantina di persone, a cui si aggiungono 12 fra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza più 21 militari. Una struttura impegnativa anche rispetto all’impiego del personale, priva però di risultati che giustifichino l’investimento: un’ottantina in tutto i rimpatri in un anno, nessun percorso di reinserimento.  

“Rispetto alle condizioni interne segnaliamo nuovamente che  la struttura non ha  adeguate zone d’ombra, grande criticità per i mesi estivi.

“Il tempo di permanenza nel CPR resta il grande tema. A differenza del carcere, dove esiste una pena definita, nel centro le persone non sanno quanto tempo vi resteranno. La procedura prevede una prima convalida entro 48 ore e successive udienze ogni tre mesi, con possibilità di proroga fino a un massimo teorico di 18 mesi, anche se nella pratica non si sono mai registrati periodi così lunghi. Tuttavia, anche permanenze di alcuni mesi sono molto difficili da sostenere psicologicamente qui nel nulla”.




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