Emilia Romagna

la pineta riapre alla città e diventa un “caso studio” nazionale


Riaprire alla cittadinanza la pineta dell’ex Colonia Varese di Milano Marittima e avviare la messa in sicurezza dell’edificio, primo passo verso il recupero di uno dei luoghi simbolo del Novecento sulla costa romagnola. È questo il primo obiettivo del Protocollo di intesa presentato oggi, giovedì, in comune a Cervia.

Un accordo sottoscritto insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Comune di Cervia, all’Università degli Studi di Ferrara e all’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po per avviare un percorso condiviso di tutela, riqualificazione e valorizzazione del complesso e del contesto ambientale che lo circonda, un’ex meta di villeggiatura di alto valore storico e architettonico, inserita tra le dune naturali e la pineta di Milano Marittima. 

Alla Regione Emilia-Romagna, proprietaria dell’area, spetta il coordinamento complessivo dell’intervento e il finanziamento della prima fase di messa in sicurezza, per un importo stimato di circa 2,5 milioni di euro. Il Comune di Cervia opererà come soggetto attuatore, curando la realizzazione delle opere e la futura gestione dell’area verde. La Soprintendenza garantirà la tutela del bene culturale, mentre l’Ente Parco vigilerà sulla salvaguardia degli habitat naturali e della biodiversità. 

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“Con questo protocollo compiamo un passo importante per restituire alla comunità uno dei complessi architettonici più rappresentativi del Novecento sulla costa romagnola – afferma il presidente de Pascale -. L’ex Colonia Varese non è soltanto un edificio, ma è parte della nostra storia e del rapporto tra la Romagna e il turismo. Con l’avvio di questo percorso mettiamo in campo una collaborazione tra istituzioni, enti di tutela e mondo della ricerca per affrontare con serietà e competenza un intervento complesso, partendo dalla messa in sicurezza dell’edificio e dalla riapertura della pineta alla cittadinanza. Un lavoro che si inserisce in una riflessione più ampia sul patrimonio delle colonie marine della nostra costa che, come Regione, vogliamo portare avanti. Un sistema di architetture e paesaggi che rappresenta un’eredità culturale e identitaria importante per tutta l’Emilia-Romagna e che oggi può diventare anche un’opportunità di rigenerazione urbana e territoriale. Restituire questi luoghi alla collettività significa rafforzare il legame tra memoria, paesaggio e sviluppo, valorizzando un patrimonio che appartiene a tutte e tutti e che deve tornare a essere una risorsa per il futuro della nostra costa”.

“La sottoscrizione di questo atto – sottolinea la Soprintendente Gonzato – ribadisce l’impegno del ministero della Cultura nella tutela dei beni culturali del territorio. Ancora una volta la collaborazione fra Enti è sinonimo di una concreta capacità a favore di un processo di qualità a sostegno del patrimonio culturale, non solo architettonico ma anche paesaggistico, per la sua conservazione e per la definizione di innovative modalità di fruizione”.

“Il protocollo d’intesa – afferma il commissario Formiglio – pone le basi della valorizzazione di una delle aree di maggiore pregio storico, paesaggistico e naturalistico di questo territorio. Il recupero del comparto si integra anche con la più complessiva rivalutazione della zona, connessa al nuovo lungomare di Milano Marittima, alla Pineta e alla duna costiera adiacente. Inoltre, la riqualificazione e il miglioramento hanno l’obiettivo di potenziare l’offerta turistica della località di Cervia, incentivando le importanti risorse ambientali esistenti. Tali azioni di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, sono una risposta importante a una criticità attuale, relativa alla tutela e valorizzazione della notevole quantità di manufatti architettonici di cui è costituito il nostro Paese”.

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“L’ex Colonia Varese rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura moderna nell’area costiera romagnola, i cui valori sono ancora ben leggibili nell’impianto architettonico e nelle relazioni con il paesaggio e con l’ambiente naturalistico inserito nel Parco del Delta – dichiara il direttore del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Mulazzani – che rendono questo complesso una testimonianza storica fortemente evocativa”.

“L’apertura al pubblico dell’area della Colonia Varese rappresenta un passaggio importante nel percorso di valorizzazione del bene e del nostro territorio – afferma la presidente del Parco Delta del Po, Morelli -. Questo intervento è il frutto della collaborazione tra istituzioni e segna un primo passo concreto verso il recupero complessivo dell’area, con l’obiettivo di coniugare tutela della biodiversità, fruizione sostenibile e valorizzazione del patrimonio. Restituire questi spazi alla comunità significa rafforzare il legame tra cittadini e ambiente, promuovendo una cultura della cura e della responsabilità condivisa”.

Cosa prevede il protocollo

L’ex Colonia Varese, progettata dall’architetto Mario Loreti alla fine degli anni Trenta, rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura razionalista italiana del Novecento. Il Protocollo di intesa nasce dalla necessità di affrontare le criticità strutturali dell’edificio, emerse a seguito delle analisi tecniche condotte dall’Università di Ferrara e dei sopralluoghi effettuati dalla Soprintendenza e dai Vigili del fuoco. Le verifiche hanno evidenziato l’urgenza di intervenire per arrestare il processo di deterioramento e garantire le condizioni di sicurezza dell’area.

La prima fase dell’intervento prevede la messa in sicurezza del fabbricato e l’apertura al pubblico delle aree verdi, con l’obiettivo di restituire alla collettività uno spazio oggi non fruibile, valorizzandolo come parco e come naturale prosecuzione del lungomare di Milano Marittima. È, inoltre, prevista l’elaborazione di un progetto pilota di recupero dell’edificio, concepito come caso studio nazionale per il restauro delle architetture in cemento armato del Novecento. Il progetto sarà sviluppato con il supporto scientifico dell’Università di Ferrara, nel rispetto delle tutele storico-architettoniche e ambientali.

Il Protocollo, della durata di cinque anni, costituisce un quadro di collaborazione tra istituzioni e pone le basi per una nuova fase di valorizzazione dell’ex Colonia Varese come luogo identitario e risorsa per il territorio.


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