Ordinanza copia e colla del fermo. Nessun indizio né esigenze cautelari

“Ordinanza copia incolla del fermo di indiziato di delitto. Non ci sono elementi per l’associazione a delinquere. Impugneremo”. È la dichiarazione dell’avvocato Emanuele Fierimonte che, insieme con l’avvocato Deborah Wahl, difende Alfredo Mangone e Tatiana Ionel, arrestati nell’ambito dell’indagine sulla presunta setta di Pietralunga, con accuse di associazione per delinquere, truffa, estorsione e violenza sessuale.
I due sono stati sentiti dal giudice per le indagini preliminari, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il gip ha convalidato i fermi, disponendo la permanenza in carcere per i due.
“L’ordinanza altro non è che un copia e un colla del provvedimento di fermo d’indiziato di delitto. Non sussistono assolutamente né esigenze cautelari né gravi indizi di colpevolezza. E quest’ordinanza, proprio perché è un copia e un colla, ne è la conferma” ha dichiarato l’avvocato Fierimonte.
“Il giudice cerca di rispondere ad alcune contestazioni che sono state sollevate da questa difesa, tra cui la totale assenza dell’associazione a delinquere, del rapporto partecipativo degli altri nella vita dell’associazione ‘Conoscenza è Libertà’ – ha proseguito il legale – C’è un dato di fatto, che quell’associazione nel suo consiglio direttivo era composta persino dalle stesse persone che sono state allontanate e che poi hanno presentato una querela. È evidente dunque che sia da questo punto di vista, sia sotto tanti altri profili come questa sudditanza psicologica atta a giustificare un tentativo dei nostri assistiti di manipolare le persone che hanno fatto le donazioni, sono semplicemente un modo per giustificare i capi di imputazione, i capi di imputazione che non reggono, così come quest’ordinanza”.
A fronte di questo quadro, la difesa ha annunciato “che faremo l’impugnazione dell’ordinanza a breve”, ha concluso l’avvocato Fierimonte.
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