Marche

Pesaro, choc al cimitero centrale Svastiche e segni satanici profanate pure le tombe. Raid vandalico al San Decenzio


PESARO Calma piatta lo scorso weekend: dopo settimane di angoscia e frustrazione, finalmente non si è verificato neanche un raid vandalico a sul lungomare di Levante, i lettini sono stati lasciati al loro posto e nessuna struttura è stata presa di mira per ridurla a coriandoli di legno o di plastica a seconda dello stabilimento. Ma era la calma prima della tempesta di martedì notte. A cambiare però non è stato solo il giorno prescelto, ma anche la location: a finire nel vortice del degrado è stato, questa volta, il cimitero centrale. 

La scoperta



Il responsabile della struttura cimiteriale del San Decenzio si è ritrovato, ieri mattina, davanti a uno spettacolo indecente: graffiti e scritte blasfeme, che inneggiano al nazismo e al satanismo hanno riempito muri, scale, ascensori, colonne e, come se non bastasse, anche i loculi e le tombe. Una vera e propria devastazione quella a cui si è trovato davanti il custode quando ha aperto i cancelli del camposanto di via Mirabelli. I vandali hanno agito la notte precedente, “armati” di bombolette di vernice spray con cui hanno profanato anche le lapidi. Sono stati immediatamente chiamati i carabinieri sul posto, a cui sono stati affidati i filmati delle videocamere di sorveglianza sparse per il cimitero del San Decenzio.

Le telecamere



I vandali, però, hanno agito nell’ombra e incappucciati, il che renderà molto difficile poter risalire alle loro identità. «La devastazione è diffusa – ha spiegato Luca Pieri, presidente di Aspes, la società partecipata del Comune di Pesaro che si occupa della gestione del cimitero – e ha colpito numerosi padiglioni causando danni stimati in decine di migliaia di euro». Un lavoro non da poco se si tiene in conto che il cimitero centrale di Pesaro ha una superficie che si estende su quasi 60mila metri quadri. Un dato che fa pensare che si sia trattato di un gruppo di persone che hanno scorrazzato per il cimitero nel pieno della notte. Pieri ha poi aggiunto: «Si tratta di un gesto grave, che va ben oltre una semplice bravata e che assume i contorni di un’azione deliberata e offensiva». Il presidente Aspes aveva già dovuto gestire una crisi simile, lo scorso anno, che lo aveva portato a richiedere anche in quel caso l’intervento dei carabinieri. Il gesto scatenante allora, però, era molto probabilmente una mano solitaria, che si è messa a razziare le tombe di fiori e mazzi, per poi lasciarli a terra in un angolo. Ora lo sguardo è rivolto verso i prossimi giorni. «In vista della Pasqua sono già stati avviati interventi urgenti, rimanendo sempre a stretto contatto con il sindaco Andrea Biancani, ma sarà difficile riportare tutto alla normalità in tempi brevi» ha specificato il presidente Pieri. «Siamo davanti a un vero e proprio scempio sotto tutti i punti di vista – ha rimarcato Antonio Muggittu, direttore generale di Aspes – ma faremo il possibile per ristabilire, almeno in parte, l’ordine. Pur sapendo che non sarà semplice perché il danno è molto esteso e interessa diverse aree del cimitero». Secondo il direttore infatti, «ci vorranno settimane prima di arrivare al completo ripristino del decoro. E per alcune riparazioni sarà necessario anche l’intervento di aziende specializzate». Lo scempio compiuto al San Decenzio ha smosso anche il mondo della politica. La sezione pesarese di Noi Moderati l’ha definita«di una gravità inaudita, da non sottovalutate o archiviate a semplice bravata». Concorda l’ex sindaco ed eurodeputato dem Matteo Ricci: «È un gesto ignobile che non va ridotto a mero vandalismo. Serve un impegno più ampio da parte di tutte le istituzioni, sia a livello culturale che civile, per prevenire e contrastare questi fenomeni».

 




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