Umbria

«Con il siero della Grifo Latte restituiremo acqua pulita alla collettività»

di Maurizio Troccoli

«Con il siero dell’azienda Grifo Latte bonificheremo le falde acquifere». E’ il progetto che l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca ha definito «bandiera» nel piano delle iniziative green in ambito regionale per i prossimi anni. Si tratta di un progetto che mette in rete l’ente regionale, con l’Arpa, l’Università di Perugia per la ricerca, l’Its per il campo biotecnologico, unitamente all’azienda regionale leader nella produzione del latte, per riuscire a bonificare falde acquifere inquinate, attraverso ‘l’iniezione’ di un prodotto naturale quale è il siero, che attualmente rappresenta un sottoprodotto della produzione del latte.  Impieghi già testati da anni, in varie parti compresa l’Umbria, hanno dato prova di performances considerate ampiamente soddisfacenti per la capacità che ha il siero di accelerare il processo di degradazione di inquinanti solidificati e persistenti all’interno delle falde acquifere. Si tratta di falde che si trovano nelle vicinanze di zone industriali, per decenni sottoposte a un lungo processo di inquinamento da molte componenti chimiche e che hanno reso inutilizzabile quell’acqua, sia ai fini aziendali e industriali che per finalità alimentari. E’ stato definito come il primo progetto in assoluto mai realizzato con queste caratteristiche per una dimensione così ampia. 

L presentazione del progetto Siero alla Grifo latte, con l’assessore De Luca e il presidente Catanossi

E’ il caso, ad esempio, proprio della Grifo Latte che pur avendo la sua sede di Ponte San Giovanni, circondata da falde acquifere, non può utilizzare l’acqua ai fini dei processi industriali, primo tra tutti la pulizia delle vasche, vedendosi costretta a fare ricorso ad acqua di eccellente qualità, impiegata per l’igienizzazione, con la conseguenza di avere alti costi da un lato e dall’altro vedersi obbligata a una ingiusta sottrazione di grandi quantitativi d’acqua che dovrebbero essere indirizzati a utilizzi più appropriati. 

La sperimentazione infatti parte proprio dalle falde inquinate sottostanti il suolo vicino all’azienda Grifo Latte. Si tratta – hanno detto i vari protagonisti della rete che sviluppa il progetto – di una sperimentazione che potrebbe durare un anno e che restituirà una serie di dati che permetterà di capire in quanto tempo la falda viene pulita e la performance di capacità pulente del siero in rapporto a una certa quantità d’acqua. Si cercherà di capire lungo quale percorso riesce ad agire per capire meglio in quanti punti va iniettata. Per esemplificare possono esserci pozzi che vengono raggiunti dalla capacità batterica del siero per diffusione, senza cioè che in quel posso venga direttamente iniettato il prodotto. Testato e affinato il modello sperimentale, ottenuta una mappatura di incidenza e il calcolo delle prestazioni in rapporto ai tempi e alle quantità d’acqua interessate, saranno compiuti i necessari aggiustamenti per arrivare ad avere un modello di calcolo applicabile in vasta scala.

«Siamo onorati – ha detto Carlo Atanossi, presidente di Grifo Latte – di essere parte di questo progetto che è allo stesso tempo moderno, intelligente, concreto sul versante dell’economia circolare e positivo su per altri interessanti aspetti. Primo tra tutto quello ambientale: impiegare il nostro sottoprodotto siero, per restituire acqua pulita è una sfida che ci appassiona. In secondo luogo ci sono aspetti sociali che ci appartengono e ci impegnano, siamo sicuri che i vantaggi di questo progetto riguarderanno tante famiglie, ma anche imprese della nostra terra che potranno finalmente riutilizzare i loro pozzi. Infine c’è ancora un altro aspetto importante: la ricerca, la conoscenza, le possibilità di nuove occupazioni. Essere parte di un team che coinvolge i soggetti più autorevoli in materia ambientale e scientifica per una sfida di economia verde che parla al futuro della nostra regione, oltre a essere una tratto distintivo dell’etica di Grifo Latte è la visione che ci posizione nella traiettoria del domani». 

L’assessore Thomas De Luca ha parlato di «progetto bandiera della sostenibilità del Cuore verde d’Italia, stiamo restituendo – ha detto – una soluzione al problema della contaminazione diffusa delle falde acquifere, nelle quali solventi clorurati come la trielina sono stati introdotti e persistono da decenni, non permettendo l’utilizzo delle acque. I batteri del siero – spiega – determinano una reazione microbica creando un ambiente in assenza di ossigeno. Questo permette la degradazione dei solventi, in tempi estremamente ridotti rispetto a quelli naturali». «Degradazioni di 5 anni – ha detto Alfonso Morelli, country manager director di Ramboll Italy – potrebbero ridursi a 100 giorni, ma tutto dipende dalle concentrazioni degli inquinanti dalla loro localizzazione e da altri fattori di contesti». «La nostra ambizione – ha continuato De Luca – per la prima volta al mondo, è quella di realizzare questi interventi, che già hanno funzionato in Umbria per esempio a Narni, in scala regionale, e restituire la risorsa idrica inutilizzata alla collettività. In alcune aree della nostra regione ci sono l’acqua inquinata viene prelevata e poi depurata con filtri a carboni attivi che hanno costi significativi».

Oltre all’assessore e al presidente di Grifo Latte, all’appuntamento sono intervenuti il direttore generale di Arpa Umbria Alfonso Morelli, il country manager director di Ramboll Italy Andrea Campioni e il vicedirettore di Its Umbria Academy Oscar Proietti. Presenti, inoltre, il responsabile del servizio Bonifiche di Arpa Andrea Sconocchia, Michele Cenci del Servizio energia, qualità dell’ambiente, rifiuti, attività estrattive della Regione Umbria e Angelo Raffaele Di Dio del Servizio risorse idriche, acque pubbliche, attività estrattive e bonifiche.

The post «Con il siero della Grifo Latte restituiremo acqua pulita alla collettività» appeared first on Umbria 24.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »