Veleno dietro la morte di madre e figlia. I legali dei medici indagati: “Ci aspettiamo l’archiviazione” | isNews
In merito alla posizione dei sanitari del Pronto soccorso, a seguito dell’apertura di un nuovo fascicolo alla Procura di Larino per duplice omicidio premeditato. Al momento contro ignoti
CAMPOBASSO. Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi morte per sospetto avvelenamento da ricina, gli avvocati dei medici indagati per omicidio colposo per il decesso delle due donne di Pietracatella fanno sapere di aspettarsi l’archiviazione dopo la svolta nelle indagini, che ha portato all’apertura di un nuovo fascicolo alla Procura di Larino per duplice omicidio premeditato. Al momento contro ignoti.
“Si tratta di un qualcosa che è avvenuto prima dell’arrivo in ospedale e forse neanche combattibile in Pronto soccorso – le dichiarazioni all’Ansa di Domenico Fiorda – Quindi, sicuramente i medici non hanno responsabilità tanto più che, come abbiamo sempre detto, loro hanno osservato il protocollo per quelli che erano i sintomi con i quali le due donne si erano presentate al Cardarelli”.
“Non è assolutamente vero che le due donne sono state subito dimesse – ha quindi precisato il legale – hanno fatto un periodo di osservazione anche abbastanza lungo in ospedale, così come prevede il protocollo“.
Fabio Albino, avvocato che difende un altro dei medici coinvolti si attende ora novità per il suo assistito. “Quella tipologia di avvelenamento – afferma – non si poteva scoprire in quella fase, quindi ci aspettiamo una archiviazione”.
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