Dell XPS 16 batte i MacBook: l’autonomia record che cambia tutto
L’autonomia dei portatili è uno dei punti più delicati per chi usa il notebook tutto il giorno, tra lavoro, studio e intrattenimento. In questi mesi abbiamo visto Apple e Qualcomm spingere molto su efficienza e durata della batteria, ma a quanto pare il nuovo Dell XPS 16 potrebbe aver alzato ulteriormente l’asticella.
Secondo i test di Notebookcheck, l’ultima combinazione tra Intel, LG Display e Dell avrebbe portato a uno dei portatili più efficienti mai misurati in navigazione web via Wi‑Fi, con numeri che superano sia i MacBook, sia quasi tutti i notebook provati dal sito negli ultimi dieci anni.
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Numeri di autonomia che fanno la differenza
Il modello messo alla prova da Notebookcheck monta un processore Intel Core Ultra 325 (famiglia Panther Lake), una batteria da 70 wattora e il nuovo pannello LCD di LG Display con frequenza variabile da 1 a 120 Hz. In condizioni di idle, il portatile ha assorbito appena 1,5 watt, un valore estremamente contenuto per un 16 pollici.
Nel test di navigazione web Wi‑Fi, il notebook è arrivato a quasi 27 ore di utilizzo continuo, pur con una batteria più piccola rispetto ai classici 16 pollici da 99,5 wattora che Dell ha usato in passato. Parliamo di un risultato che, nei parametri di questa prova specifica, supera qualsiasi MacBook o MacBook Pro analizzato dallo stesso sito.
Nel database di Notebookcheck, solo due altri portatili hanno fatto meglio in termini di durata assoluta, ma con compromessi evidenti: uno con Qualcomm Snapdragon X Plus, batteria da 84 wattora e schermo a 60 Hz, l’altro con due batterie per un totale di 149 wattora e sempre display a 60 Hz. Il nuovo XPS 16, invece, ottiene questi risultati con un singolo pacco da 70 Wh e un pannello capace di arrivare a 120 Hz quando serve.
Va ricordato che questi sono test standardizzati: nella giornata reale, con applicazioni diverse, luminosità variabile e qualche pausa video, la durata effettiva tende a scendere.
Il dato interessante, però, è il confronto con gli altri portatili: a parità di metodologia, la combinazione Dell + Intel + LG Display emerge come nuovo riferimento per l’efficienza energetica.

Perché lo schermo conta così tanto
Il nucleo di questo risultato è il pannello LCD di LG Display, capace di scendere fino a 1 Hz quando l’immagine sullo schermo resta statica, per poi risalire fino a 120 Hz quando serve più fluidità. LG lo commercializza con il nome Oxide 1Hz e lo presenta come il primo pannello per portatili a essere prodotto in massa con questa escursione di frequenza.
Ridurre la frequenza di aggiornamento a 1 Hz permette allo schermo di consumare molto meno quando si legge un documento, si consulta una pagina web ferma o si guarda una presentazione. In pratica, il display smette di essere uno dei componenti più energivori e diventa un alleato dell’autonomia.
Per chi punta alla massima durata, però, c’è un compromesso da accettare: la configurazione più efficiente del Dell XPS 16 usa un pannello 1920 x 1200, senza OLED e senza touchscreen.
Dell offre anche una variante con schermo tandem OLED a risoluzione più alta, ma in quel caso ci si deve aspettare consumi maggiori e quindi una batteria meno longeva.
Non solo Dell: cosa stanno preparando LG e Intel
Per ora questa combinazione fa notizia sul Dell XPS 16, ma la tecnologia non resterà confinata a un solo modello. LG Display ha annunciato di aver avviato la produzione di massa dei pannelli LCD 1–120 Hz per notebook e ha già in programma una versione OLED con la stessa flessibilità di frequenza, prevista per il 2027.
Dal lato Intel, il lavoro non riguarda un solo fornitore: già a ottobre l’azienda ha comunicato una collaborazione con il produttore cinese BOE per portare la frequenza minima a 1 Hz anche su altri pannelli per computer portatili. Questo lascia intuire che nei prossimi anni potremmo vedere molti più notebook con schermi a basso consumo dinamico, anche fuori dall’ecosistema Dell.
Una tecnologia che arriva da smartphone e smartwatch
L’idea di abbassare drasticamente la frequenza di aggiornamento non nasce sui portatili.
Nei wearable e negli smartphone è già una realtà da tempo: nel 2019 l’Apple Watch Series 5 ha introdotto un display capace di variare tra 1 e 60 Hz per ridurre i consumi con l’Always‑On.
Nel mondo Android, il Samsung Galaxy S21 Ultra del 2021 ha portato un pannello dichiarato da 10 a 120 Hz (anche se in pratica diversi test hanno rilevato un limite minimo intorno ai 48 Hz), mentre nello stesso anno il OnePlus 9 Pro è arrivato a 1 Hz. Nel 2022, Apple ha esteso la tecnologia 1–120 Hz anche agli iPhone Pro, con benefici evidenti sulla durata della batteria in uso quotidiano.
In questo senso, i notebook stanno semplicemente recuperando terreno rispetto a smartphone e smartwatch, ma con un impatto potenzialmente ancora più evidente, perché uno schermo da 16 pollici consuma molto più di un display da polso o da 6 pollici.
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